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* Nome: Agostino
* Eta:31
* Citta:Montecatini Terme
* Non mi piace:Doppie facce
* Mi piace:Libertà
* Film:Horror
* Libro:La Favola di Cristo
* Colore:Nero
* Frase:Meglio primi all'inferno che secondi in paradiso




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22 gennaio, 2012

Un prete in Germania confessa 280 violenze per avere uno sconto di pena

Articolo tratto dal sito: http://www.lettera43.it/


GERMANIA
Pedofilia, prete shock: «280 abusi su minori»
Vittime due fratelli e un amico. Pena inferiore a sette anni.

Una confessione che ha fatto tremare tutto il mondo cattolico arrivata proprio dal Paese del Sommo Padre. Un prete cattolico tedesco di 46 anni, imputato presso la corte di Braunschweig, in Bassa Sassonia, ha confessato di avere abusato di tre bambini per 280 volte nell'arco di otto anni, sperando in una sentenza più clemente.
LE VITTIME SI PREPARAVANO ALLA PRIMA COMUNIONE. Andrea L., questo il nome dell'uomo, ha raccontato alla corte che le violenze sui minori, di età compresa tra i nove e i quindici anni, si sono ripetute a partire dal 2004. Le tre vittime, due fratelli e un altro bambino che si preparavano alla prima comunione, sono state vittime di abusi in numerose occasioni, compresi alcuni viaggi che il sacerdote aveva organizzato al parco di divertimenti di Disneyland, vicino Parigi, a Salisburgo e in Egitto.



ABUSI PRIMA DELLA MESSA. Ma la maggior parte dei folli gesti sarebbero avvenute nella parrocchia dei Santi di Salzgitter-Lebenstedt, a volte perfino prima della messa, che il prete cattolico era impegnato a celebrare e dove, in alcune occasioni, le giovani vittime avevano trascorso la notte. «La cosa peggiore è che ha sfruttato la loro fiducia», ha attaccato in aula Klaus Ziehe, capo-procuratore di Braunschweig, come riportato dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung.
NON SI ERA ACCORTO DEL MALESSERE DEI BAMBINI. Scioccante la difesa del prete-pedofilo, che ha risposto di non essersi reso conto di aver recato danni ai bambini. «Non ho avuto l'impressione che non volessero», ha aggiunto, prima di tacere di fronte alla domanda del procuratore sul perchè un bambino di nove anni avrebbe dovuto avere interesse ad atti sessuali.




IL VISO NASCOSTO PER LA VERGOGNA. Tra il pubblico presente al dibattito, alcuni parrocchiani, che hanno reagito con sdegno alla lettura delle accuse contro il religioso, molto ben voluto dalla comunità prima della scoperta gli abusi. Andreas L., che si trova agli arresti domiciliari dalla scorsa estate, ha preferito tenere nascosto il viso in aula, utilizzando una cartellina.
UNA PENA MASSIMA DI SEI ANNI E MEZZO. Per ottenere la piena confessione dei reati commessi, dopo alcune parziali ammissioni, la procura di Braunschweig gli ha assicurato che la pena prevista non è superiore ai sei anni e mezzo di carcere. Dopo gli scandali pedofilia degli anni passati, il caso del sacerdote-pedofilo potrebbe assestare un altro colpo alla fiducia dei fedeli. Secondo uno studio recente, 180 mila cattolici tedeschi hanno lasciato la chiesa nel 2010, il 40% in più rispetto all'anno precedente.

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16 luglio, 2011

Perché dio non ha creato l'universo ( Prima parte )




Premessa .

Dio viveva sulle acque
prima di creare il cielo e la terra
premessa La Bibbia ci descrive come viveva Dio quando non c'era ancora l'universo:
nel buio e sopra le acque.

Genesi 1,2: «le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque»
[Bibbia CEI] similmente alla Vulgata «...lo spirito di Dio si movea sopra le acque».

Emerge implicitamente una domanda: prima della creazione, già esisteva l'acqua?
Ce lo conferma sant'Agostino quando asserisce che anteriormente alla creazione già c'era "qualcosa": «non un nulla assoluto, bensì un'entità informe» [Confessioni - libro 12, cap. III + altri scritti].

Questa entità informe era il "caos acquatico" su cui aleggiava lo spirito di Dio. E cioè Dio, in quanto Dio è spirito e non materia.
Analizziamo, allora, dove sono le conferme scritturistiche e quali sono le inevitabili conseguenze: Dio è nato dopo il Big Bang!


1ª Prova


Dio separò ma non creò l'acqua

La prima opera del Creatore fu il cielo: «In principio Dio creò il cielo...».
Ma cosa s'intendeva per cielo? Lo spiega una nota della Bibbia Martini: «La voce ebrea "cielo" significa luogo dove sono le acque» [in Genesi 1,8].
La creazione del cielo avvenne col «separare le acque dalle acque» [Genesi 1,6] ponendo in mezzo il firmamento. Ancor più preciso è il brano successivo: Dio «separò le acque che sono sotto il firmamento, dalle acque che sono sopra il firmamento»
[Genesi 1,7 ]. Di conseguenza, l'asciutto (il secco, il vuoto) che oggi vediamo è derivato dalla sottrazione delle acque [Gn 1,9-10] perché prima tutto era acque.



Dunque, stando alle parole bibliche, non ci fu la "creazione" delle acque bensì la loro "separazione" perché esse già preesistevano. Quest'operazione separativa è confermata anche da alcuni biblisti contemporanei: «L'atto creativo è, infatti, concepito come un intervento divisorio» [Le sorgenti di Dio, G. Ravasi, ed. San Paolo 2005]. La stessa spiegazione la troviamo nella prima nota nella Nuova Bibbia CEI «Nei primi giorni Dio crea separando» [ Ed. San Paolo 2009]. Si avverte chiaramente un'acrobazia dialettica per non dire apertamente che "Dio non creò", giacché il significato di creare è incompatibile con quello di separare.
Il “separare” prevede l'esistenza dell'oggetto. Di conseguenza, l'acqua non fu creata ma suddivisa perché già esisteva e conviveva con Dio. E quindi Dio viveva in uno spaziotempo contaminato. Un'altra conferma separativa la troviamo nelle parole implicite della Genesi: si parla della creazione della luce, della creazione degli alberi e degli animali... ma non si parla della creazione dell'acqua essendo pre-esistente alla "creazione". È il silenzio parlante.

2ª prova

La vita di Dio con l'acqua

Le acque scorrono nel regno di Dio prima della creazione dell'universo, ma anche successivamente. Sant'Agostino, nel commentare il Salmo 115,16 «Il cielo del cielo è del Signore» [le acque delle acque sono di Dio] , conferma la tesi metafisica che «sopra il nostro firmamento stanno altre acque immortali e lontane dalla corruzione terrena» [Le Confessioni, Libro 13, cap. XV]. E rafforza questo concetto dichiarando che «qualunque sia il modo e la specie delle acque che vi si trovano, non abbiamo il minimo dubbio che esse vi siano» [De Genesi ad litteram 2,5].
Non sono miraggi agostiniani, bensì la fotografia della Scrittura:
- «Lodatelo, cieli dei cieli, voi acque al di sopra dei cieli» [Salmo 148,4]
- «Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli» [Daniele 3,60].
- «Salire in cielo» [cielo = acque] significa salire nelle acque dove risiede Dio.
- «Costruisci sulle acque la tua dimora, fai delle nubi il tuo carro» [Salmo 104,3].

I DUE CIELI
L’unico aspetto un po' dubbioso per sant'Agostino era il “modo e la specie” delle acque divine. Ma anche su questo dilemma agostiniano c’è il responso biblico.
Dopo la separazione iniziale delle acque c’è stato un momento di ricongiungimento.



Avvenne con il Diluvio universale. Scrive G. Ravasi nel testo sopra citato [pag.45]: ci fu «una retrocessione del mondo allo stato confuso antecedente alla separazione-creazione divina. Infatti anche le acque celesti s’incrociarono con quelle dell’abisso e, insieme, infrangono la frontiera che tutela la terraferma». Si riferisce a Genesi 7,11 quando l'Onnipotente aprì le cataratte del cielo [i tombini del firmamento] per far precipitare l’acqua divina provocando la "strage universale", battezzata Diluvio universale. Nell'incontro e nell'intersecarsi delle due acque c'è la conferma che le acque del cielo di Dio hanno la stessa fisicità delle acque del cosmo. E così anche sant'Agostino può dormire sonni tranquilli...

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25 giugno, 2011

2a GIORNATA DELLA MEMORIA DELLE VITTIME ITALIANE DEI REATI DI PEDOFILIA COMMESSI DA RELIGIOSI

A Verona 1 luglio 2011

GLI EX ALLIEVI DELL'ISTITUTO ANTONIO PROVOLO Dl VERONA CON IL SUPPORTO DELL'ASSOCIAZIONE SORDI A.PROVOLO, DELL'ASSOCIAZIONE SORDI BASSO VERONESE, DELL'ASSOCIAZIONE NON UDENTI PROVOLO, DELL'ASSOCIAZIONE "LA COLPA" E Dl SURVIVOR'S VOICE EUROPE ORGANIZZANO IL
01 LUGLIO 2011
UNA MANIFESTAZIONE PER RICORDARE LE VITTIME DEGLI ABUSI SESSUALI DEI SACERDOTI DELL'ISTITUTO PROVOLO E PER SOLLECITARE IL VATICANO AD ESPRIMERSI DOPO CHE LA COMMISSIONE CURIALE HA AVUTO MODO Dl SENTIRE IL RACCONTO DELLE VITTIME, TENUTO ANCHE CONTO CHE IL PRESIDENTS DELLA COMMISSIONS, DOTT. MARIO SANNITE, HA DICHIARATO IN UNA INTERVISTA A "MATRIX" DEL 24 MAGGIO 2011 (CANALE 5), CHE "ALMENO TRE, TRA SACERDOTI E RELIGIOSI, HANNO AMMESSO GLI ABUSI".
RITROVO: VENERDI' 01 LUGLIO 2011 ALLE ORE 17.00 DAVANTI ALL' ISTITUTO ANTONIO PROVOLO STRADONE PROVOLO N. 20 - VERONA
GLI EX ALLIEVI DELL'ISTITUTO A.PROVOLO


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05 giugno, 2011

Il lato oscuro di Madre Teresa: l'amore che non c'era


Durante i 26 anni del suo papato, Giovanni Paolo II ha elevato a santità 483 persone, più santi di tutti i precedenti papi assieme, come viene riferito.







Ci fu un personaggio che beatificò ma che non ebbe il tempo di canonizzare perché non visse abbastanza, cioè Madre Teresa, la suora cattolica di origini albanesi che sedeva a tavola con i ricchi e i famosi del mondo mentre veniva considerata una ardente difenditrice dei poveri. Beniamina dei media aziendali e dei governi occidentali, oggetto di adorazione al pari di una celebrità, Teresa è stata per molti anni la donna più riverita sulla Terra, inondata di riconoscimenti e premiata con un Nobel per la pace nel 1979 per il suo “lavoro umanitario” e la sua “ispirazione spirituale”. Ciò che di solito è passato inosservato sono le grandi somme che riceveva da ricchi contribuenti, compreso un milione di dollari dal bancarottiere condannato per la crisi della Lincoln savings & loan Charles Keating, per conto del quale lanciò personalmente un appello alla clemenza al giudice che presiedeva.

In quella occasione fu invitata dal procuratore a restituire il dono di Keating, dal momento che si trattava di denaro rubato. Non lo fece mai. Piuttosto accettò somme rilevanti donatele dalla brutale dittatura Duvalier e sottratte regolarmente alla tesoreria pubblica di Haiti Gli “ospedali” di Madre Teresa per gli indigenti in India e altrove si rivelarono poco più che magazzini umani in cui persone seriamente ammalate giacevano su materassini, a volte cinquanta o sessanta persone in una stanza senza il beneficio di un'adeguata assistenza medica. Generalmente i loro malanni non venivano diagnosticati. Il cibo era nutrizionalmente insufficiente e le condizioni sanitarie deplorevoli. C'era poco personale medico sul posto, più spesso suore e preti impreparati. Tuttavia, quando si occupava dei propri problemi di salute, Teresa si rivolgeva ad alcuni dei più costosi ospedali e reparti di cura del mondo per trattamenti allo stato dell'arte. Teresa attraversò il globo per ingaggiare campagne contro il divorzio, l'aborto e il controllo delle nascite. Alla cerimonia per l'assegnazione del Nobel, dichiarò che “il più grande distruttore di pace è l'aborto”. Una volta ha anche insinuato che l'AIDS potrebbe essere solo una punizione per una condotta sessuale impropria.Teresa alimentò un flusso costante di disinformazione promozionale su se stessa. Sosteneva che la sua missione a Calcutta sfamasse più di mille persone ogni giorno. In altre occasioni questo numero arrivava a 4000, 7000 o 9000. In realtà le sue mense per poveri sfamavano non più di 150 persone (sei giorni a settimana), compreso il suo seguito di suore, novizie e preti. Sosteneva che la sua scuola nei bassifondi di Calcutta ospitasse 5000 bambini quando gli effettivi iscritti erano meno di un centinaio.Teresa dichiarò di avere 102 centri di assistenza per famiglie a Calcutta, ma Aroup Chatterjee, da lungo tempo residente a Calcutta e autore di un'ampia indagine sul campo sulla sua missione, non ha potuto trovare un singolo centro. Come uno dei suoi devoti spiegava, “Madre Teresa è tra quelli che meno si preoccupano delle statistiche. Ha ripetutamente affermato che ciò che conta non è quanto lavoro si compie, ma quanto amore si mette nel lavoro”. Ma Teresa era davvero indifferente alle statistiche? Al contrario, le sue inesattezze numeriche andavano consistentemente e opportunamente in una sola direzione, esagerando abbondantemente i suoi risultati. Durante i molti anni in cui la sua missione era a Calcutta, ci furono circa una dozzina di inondazioni e numerose epidemie di colera dentro o vicino alla città, con migliaia di vittime. Molte organizzazioni di soccorso rispondevano ad ogni disastro, ma Teresa e i suoi non si vedevano, eccetto che brevemente in una occasione. Quando qualcuno chiedeva a Teresa come la gente senza denaro né potere potesse rendere il mondo un posto migliore, lei rispondeva “Dovrebbero sorridere di più”, una risposta che affascinava alcuni interlocutori. Durante una conferenza stampa a Washington DC, quando le venne domandato “Insegnate ai poveri a sopportare il proprio destino?” rispose “Penso che sia molto bello per i poveri accettare il loro destino, condividerlo con la passione di Cristo. Penso che il mondo tragga molto giovamento dalla sofferenza della povera gente”. Ma lei stessa visse eccessivamente bene, godendo di lussuose sistemazioni nei suoi viaggi all'estero. Sembra che sia passato inosservato che come celebrità mondiale trascorreva la maggior parte del suo tempo lontano da Calcutta, con soggiorni prolungati presso opulente residenze in Europa e negli Stati Uniti, volando da Roma a Londra a New York su aerei privati. Madre Teresa è il supremo esempio di quel tipo di icona accettabilmente conservatrice diffusa da una cultura dominata dalle élite, una “santa” che non ha espresso una parola critica contro le ingiustizie sociali, e che ha mantenuto comode relazioni con i ricchi, i corrotti e i potenti. Ha dichiarato di essere al di sopra della politica quando era di fatto marcatamente ostile verso ogni tipo di riforma progressista. Teresa era amica di Ronald Reagan, e intima del conservatore magnate britannico dei media Malcolm Muggerridge. Era una gradita ospite del dittatore haitiano “Baby Doc” Duvalier, e aveva il supporto e l'ammirazione di una quantità di dittatori centro e sudamericani. Teresa fu il modello di santo per Papa Giovanni Paolo II. Dopo la sua morte nel 1997, avviò il periodo di attesa quinquennale che si osserva prima di cominciare il processo di beatificazione che porta alla santificazione. Nel 2003, a tempo di record, Madre Teresa fu beatificata, il passo finale prima della canonizzazione. Ma nel 2007 il processo di canonizzazione incontrò degli ostacoli lungo la sua strada, essendo stato svelato che insieme a varie altre sue contraddizioni Teresa non era un bastione di gioia spirituale e di solida fede. I suoi diari, esaminati dalle autorità cattoliche a Calcutta, hanno rivelato che è stata tormentata dai dubbi: “Sento che Dio non mi vuole, che Dio non è Dio e che non esiste davvero”. La gente pensa che “la mia fede, la mia speranza e il mio amore siano straripanti e che la mia intimità con Dio e l'unione dei nostri cuori riempia il mio. Se solo sapessero”, scrisse, “che il Paradiso non significa nulla”. Attraverso molte tormentate notti insonni emise pensieri come questo: “Mi si dice che Dio mi ama – e invece la realtà di oscurità e freddo e vuoto è talmente grande che niente tocca la mia anima”. Il Messaggero, popolare quotidiano romano, ha commentato: “La vera Madre Teresa fu una persona che ebbe visioni per un anno e dubbi per i 50 successivi – fino alla sua morte”. Un altro esempio di santificazione lampo, spinta da Papa Giovanni Paolo II, avvenne nel 1992 quando egli beatificò rapidamente il reazionario Mons. José María Escrivá de Balaguer, sostenitore dei regimi fascisti in Spagna e altrove, e fondatore dell'Opus Dei, un potente e riservato movimento ultra-conservatore “temuto da molti come una sinistra setta dentro la Chiesa Cattolica”. La beatificazione di Escrivá arrivò solo diciassette anni dopo la sua morte, un record battuto solo con l'arrivo di Madre Teresa. Seguendo la propria agenda politica, Giovanni Paolo utilizzò un'istituzione della Chiesa, la santificazione, per conferire una speciale santità a ultra-conservatori come Escrivá e Teresa—e implicitamente a tutto ciò che essi rappresentarono. Un altro fra gli ultra-conservatori santificato da Giovanni Paolo, abbastanza stranamente, fu l'ultimo regnante asburgico dell'impero Austro-Ungarico, Carlo I d'Austria, che regnò durante la Prima Guerra Mondiale. Giovanni Paolo beatificò anche il Cardinale Alojzije Viktor Stepinac, il principale prelato croato che accolse la conquista della Croazia da parte dei nazisti e degli ùstascia fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Stepinac sedette nel parlamento ùstascia, apparve in numerosi eventi pubblici assieme a alti esponenti nazisti e ùstascia, e sostenne apertamente il regime fascista croato.






[Chiesa e Fascismo: a sinistra Escrivà de Balaguer, sostenitore di Francisco Franco in Spagna. A destra Alojzije Viktor Stepinac con il criminale nazista, e leader ustascia, Ante Pavelic]

Nel panteon celeste di Giovanni Paolo, i reazionari ebbero migliori chance per la canonizzazione rispetto ai riformatori. Si consideri il trattamento che ha riservato all'Arcivescovo Oscar Romero che parlò contro le ingiustizie e le oppressioni patite dal popolo impoverito di El Salvador e che per questo fu assassinato da una squadra della morte di destra. Giovanni Paolo non ha mai denunciato l'assassinio o i suoi perpetratori, definendolo solamente “tragico”. Di fatto, appena qualche settimana prima dell'omicidio, alti funzionari del partito Arena, il braccio legale delle squadre della morte, inviarono una delegazione ben accolta in Vaticano per protestare a causa delle affermazioni pubbliche di Romero nel nome dei poveri. Romero era considerato una specie di santo da molti poveri Salvadoregni, ma Giovanni Paolo tentò di bandire qualunque discussione della sua beatificazione per cinquant'anni. La pressione popolare da El Salvador portò il Vaticano a tagliare il ritardo a venticinque anni. In ogni caso, Romero è stato destinato alla “linea lenta”. >Il successore di Giovanni Paolo, Benedetto XVI, ha avviato il periodo di attesa quinquennale allo scopo di collocare istantaneamente lo stesso Giovanni Paolo II su una strada ultra-veloce per la canonizzazione, correndo fianco a fianco con Teresa. Già dal 2005 ci sono stati rapporti di possibili miracoli attribuiti al pontefice polacco recentemente scomparso. Uno di tali resoconti è stato offerto dal Cardinale Francesco Marchisano. Mentre pranzava con Giovanni Paolo, il cardinale indicò che a causa di una malattia non poteva usare la propria voce. Il papa “accarezzò la mia gola, come un fratello, come il padre che era. Dopo di ciò mi sottoposi ad una terapia di sette mesi, e fui nuovamente capace di parlare”. Marchisano pensa che il pontefice potrebbe aver dato una mano nelle cure: “Potrebbe essere”, ha detto. Un miracolo! Viva il papa! Le pubblicazioni recenti di Michael Parenti comprendono: Contrary Notions: The Michael Parenti Reader (City Lights, 2007); Democracy for the Few, ottava ed. (Wadsworth, 2007); The Culture Struggle (Seven Stories, 2006). Titolo originale: "Mother Teresa, John Paul II, and the Fast-Track Saints"

Fonte: http://www.commondreams.org/
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25 aprile, 2011

L' isola dei cannibali. Siberia, 1933: una storia di orrore all'interno dell'arcipelago gulag


Nella Russia staliniana del ’33 potevi essere un contadino, sì, ma non un contadino ricco, singolo, un uomo libero. Eri un kulaki, un nemico del potere sovietico, una classe sociale da eliminare fisicamente e con urgenza. La ricchezza non potevi gestirla solo, dovevi necessariamente e forzatamente condividerla con la collettività (la cosiddetta kolchoz, la grande azienda collettiva).

E con urgenza, fretta e totale disorganizzazione si tentò di concretizzare il “piano grandioso” di ingegneria sociale, così definito da Genrich Jagoda, suo ideatore e capo dell’OGPU, la polizia politica del regime. Il progetto, avviato nel 1930, sottoposto e approvato da Stalin, prevedeva un vero e proprio processo di dekulakizzazione, e conteneva due finalità primarie.

Disinfettare le vetrine del socialismo, epurando e purificando la società sovietica dagli elementi superflui e socialmente pericolosi, i cosiddetti “elementi declassati e socialmente nocivi”. Ma anche colonizzare gli immensi spazi vergini del Far East sovietico, la Siberia, il Grande Nord, gli Urali e il Kazakistan, al fine di sperimentare l’adattamento umano ad ambienti privi di qualsiasi struttura.
Erano in seimila i dekulakizzati (o “coloni speciali”) deportati, o meglio scaricati, in una delle “zone pattumiera”, Nazino, un’isola del fiume Ob a circa 900 chilometri dalla città di Tomsk, in Siberia. Con pochi grammi di farina al giorno, si sa, si sopravvive assai poco: due terzi di loro perirono di fame, logoramento e malattia poco dopo la deportazione che si rivelò un vero e proprio abbandono.



Un tale trattamento, che non rientrava certo in una logica punitiva ma meramente inumana e delittuosa, era controllato dalle guardie dell’OGPU. Più che guardie erano, spesso, dei sadici criminali, compiaciuti del loro divertissement con la mandria di bestie umane: un qualsiasi pretesto giustificava bastonate. Per esempio i deportati partecipavano come animali da punta a battute di caccia: la selvaggina abbattuta doveva essere recuperata nelle acque gelide. E se ti rifiutavi eri cacciato ed ammazzato come quella stessa selvaggina.
Alcuni deportati furono utilizzati come vogatori, se alcuni di loro cadevano in acqua quelli che non sapevano nuotare venivano lasciati annegare.
Nella perversa intenzione di “decivilizzazione”, nell’ammassarsi dei cadaveri sull’isola, nella completa disfunzione burocratica, gli esseri umani, consunti, diedero inizio ad atti di cannibalismo e necrofagia.
Un orrore che con difficoltà è emerso dalle documentazioni degli archivi storici sovietici, e che è stato pubblicato in Francia da uno dei migliori storici dell’URSS, Nicolas Werth.

Il libro choc descrive con estrema perizia i tristi episodi dell’Affaire Nazino che attribuirono all’isola il funesto epiteto de “l’isola dei cannibali”.
La contabilità dei morti di Nazino per fame e violenze segna la cifra approssimata di 1700.000 vittime. Ma la tragedia non finì così. Diventata di dominio pubblico, la storia degli orrori dell’isola costrinse il sistema sovietico a reagire. Lo stesso Stalin istituì una commissione di inchiesta, lavandosene le mani poco dopo.
Si giunse così al famoso ordine 00447, del 1937, che differenziò i sopravvissuti in due gruppi: la maggior parte venne fucilata, gli altri vennero condannati a 10 anni di gulag.
Una tragedia inquietante che rispecchia nella sua interezza il progetto di sterminio di massa riservato da Stalin ai suoi oppositori, e che dovrebbe invitare a riflettere coloro che continuano a dichiararsi fieramente comunisti.

"L'isola dei cannibali"
Siberia, 1933: una storia di orrore all'interno dell'arcipelago gulag
Corbaccio ,
Nicolas Werth

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15 aprile, 2011

Un piccolo fiore per un GRANDE UOMO : Vittorio Arrigoni Vik


Voglio ricordarlo con questo piccolo fiore, che già in questi giorni inizia a sbocciare in tutti giardini e campi .



La margherita rappresenta una persona cara a me andata via tanti anni fa , per questo ho scelto questo fiore così semplice , ogni volta che guarderò questo fiore tornerete nella mia mente . Custodirò il tuo libro e le tue mail gelosamente , sei sempre rimasto incuriosito dalle mie visite a Milano . Oggi il mondo a perso un grande uomo e spero con tutto il mio cuore di restare umano , ma sono in fondo alla piramide perchè l'odio verso chi ti ha fatto del male sarà difficile da placare ... Un saluto caro Vic .

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27 marzo, 2011

LA "SANTA" INQUISIZIONE . Tecniche di tortura medievali ( Parte 6 )



Il pendolo .
Tortura dell'inquisizione di Spagna che procura una lenta e tormentosa agonia. La vittima veniva legata su un tavolo molto accuratamente, in modo che potesse muovere solo gli occhi, mentre incombeva su di lei un pendolo grande e pesante con il lato inferiore curvo e tagliente. Ma poi, nell'oscillare avanti e indietro, gradualmente ma in manniera costante, l'asta del pendolo si allungava e il prigioniero in preda al terrore e costretto contro la sua volonta' ad osservare i movimenti della lama che scendeva, sopportava l'orrore di vedere il tagli avvicinarsi sempre di piu' al volto. Alla fine la lama affilata gli squarciava la pelle, continuando inesorabilmente a tagliare fino ad ucciderlo. Ma nella maggior parte dei casi, prima che la lama facesse uscire del sangue, il prigionero cadeva in balia della pazzia.





La culla di Giuda .
Si stringe una cintura all'altezza dell'addome della vittima, le si legano piedi e mani e si pone una stecca all'altezza della caviglia in modo che si possano muovere le gambe soltanto simultaneamente.
Dopodiché si cala il prigioniero sul dispositivo piramidale appuntito, posto al di sopra di un cavalletto, e gli si tirano in avanti le gambe in modo che la piramide penetri l'orifizio anale (o la vagina).
Il condannato rimane così in questa scomoda posizione, con tutti i muscoli contratti, finché non sviene.





La Garrote .
Il nome di questa tortura è di origine spagnola in quanto perfezionata in Spagna dove divenne la tecnica ufficiale di tortura fino al 1975.
Questo strumento ha un'origine molto antica; rudimentali versioni consistevano in un palo conficcato nel suolo, con una corda che cingeva il collo della vittima.
Nella versione spagnola, questo dispositivo era utilizzato non solo per la tortura, ma anche per l'esecuzione: possedeva un collare metallico con un punteruolo (che penetrava le vertebre cervicali) utilizzato per asfissiare il prigioniero e per fracassargli la spina dorsale.




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13 marzo, 2011

Gli aforismi di Agostino Priami


Un errore che commettono molti genitori in questi ultimi anni è quello di baciare in bocca i propri figli : non capite che questo gesto per loro è una cosa normale e poi possono farlo con chiunque ???



Con una vincita milionaria non sarei più lo stesso .




L'amore ti fotte ? Dipende perchè io fotto l'amore !!!



Sono un ribelle contro tutti e tutto so che tengo dei veri amici ma credo tanto, forse troppo , in me stesso !!!


Care donne non date mai in amore il 100% , noi uomini ne approfittiamo .



Troppo facile essere amico nel momento del tuo bisogno !!!





Qualsiasi religione , culto , partito politico che negano qualsiasi tipo di libertà non sono degni del rispetto di qualsiasi essere vivente , peccato che la maggior parte di essi ne fanno parte .



Le religioni rendono la razza umana ridicola .


Credo solo in me stesso .



Cervello : tutti ne siamo dotati ma in pochi sanno come usarlo .



I miei animali sono come dei figli , per questo sono sempre al primo posto nel mio cuore .



Tutte la nazioni Africane sono in mano a dittatori fantocci mossi dalle multinazionali , signori della guerra e religioni ; potrebbero fare le scarpe a tutti gli altri continenti , purtroppo sono obbligati a vivere nell'ignoranza e senza istruzione non possono evolversi .



Basta poco per raggiungere la felicità quotidiana : essere se stessi , peccato che molti vivono dietro ad una maschera .




Preferisco ricevere critiche , i complimenti spesso sono falsi .



Assaporare nuove emozioni ... Essere solo se stessi !!!



Wojtyla diventerà santo e tutte le vittime dei preti pedofili , durante il suo pontificato i clericali che abusavano di bambine/i venivano trasferiti da una diocesi ad un altro provocando altro dolore , ringraziano . Aprite gli occhi...



L'amore , la maggior parte delle volte , è confuso con l'ossessione !!! Ora capisco tantissime persone che si credono innamorate quando in realtà non lo sono ...



Le pupille son l'anima della droga , peccato che certa gente è così cieca ...



Cavolo quando mi sbronzo divento quasi come voi umani , per fortuna l'effetto dura solo poche ore !!!


Non sono perfetto spesso commetto degli errori e chi mi fa notare tutto ciò merita il mio rispetto ma sopratutto la mia amicizia , mentre voi che vi nascondete dietro falsi sorrisi ricevete lo stesso trattamento !!!



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01 marzo, 2011

USA - Smog provoca piu' infarti che non alcool, caffe', droghe, etc.. Studio


L'inquinamento atmosferico provoca la stessa quantita' di attacchi di cuore rispetto ad altri fattori di rischio come l'esercizio fisico, il consumo di alcol e di caffe'. Ma anche la rabbia, le emozioni positive, l'attivita' sessuale, la cocaina o l'uso di marijuana e le infezioni respiratorie possono scatenare infarti in diversa misura. E' quanto rivela uno studio che appare online su 'The Lancet' di questa settimana, a firma di esperti della Hasselt University di Diepenbeek e dell'Universita' Cattolica di Lovanio, in Belgio.
Gli autori hanno combinato i dati di 36 ricerche precedenti condotte su persone con un eta' media che andava da 44 a 72 anni, a seconda dell'argomento indagato. Hanno poi calcolato il rischio relativo di infarto legato a ogni singolo fattore e la frazione di popolazione attribuibile (Paf) a ciascuno di essi, cioe' la percentuale di attacchi di cuore totali causata dal singolo fattore.



Dai risultati e' emerso che lo smog aumenta il rischio di innescare un attacco di cuore del 5%, mentre la cocaina innalza il pericolo di ben 23 volte, il caffe' di 1,5 volte e l'alcol di 3 volte. Tuttavia, poiche' l'intera popolazione e' esposta all'inquinamento atmosferico, mentre solo una piccola parte (lo 0,02%) utilizza cocaina, gli esperti hanno concluso che lo smog provoca attacchi di cuore molto piu' della droga.
La piu' alta Paf e' risultata quella riconducibile all'esposizione al traffico (tempo trascorso sulla strada o sui trasporti pubblici, elementi che espongono al rischio di infarto, 7,4%), seguita da quella dello sforzo fisico (6,2%), dell'alcol (5%), del caffe' (5%), dello smog (4,8%), delle emozioni negative (3,9%), della rabbia (3%), di pasti pesanti (2,7%), delle emozioni positive (2,4 %), dell'attivita' sessuale (2,2%), del consumo di cocaina (0,9%), del fumo di marijuana (0,8%) e delle infezioni respiratorie (0,6%). Gli esperti sottolineano: "Dei fattori studiati, la cocaina e' quella che e' maggiormente in grado di provocare un infarto, ma il traffico 'vanta' la maggiore fetta di popolazione esposta. La Paf, in sintesi, ci da' una misura di quanto gli infarti potrebbero essere evitati se quel fattore di rischio non fosse piu' presente".

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29 gennaio, 2011

USA - Arriva la 'Canna Cola' a base di marijuana


Presto in vendita nelle farmacie dei pochi Stati americani che lo permettono: ecco la 'Canna Cola', una bibita al sapore di marijuana e, soprattutto, con il principio attivo (THC) della marijuana.



La commercializzazione partira' in Colorado e si estendera' anche in California e Montana. Per acquistare una bottiglietta di Canna Cola ci vorranno oltre dieci dollari. La percentuale di Thc, spiega l'imprenditore Clay Butler al giornale Santa Cruz Sentinel, sara' tra 35 e 65 milligrammi. Una quantita' molto inferiore ad altre bevande alla marijuana decisamente piu' artigianali.

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