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18 settembre, 2010

Bimba di due anni fuma marijuana, la madre la filma

Sono da brivido le immagini di questo video choc in cui una mamma Jessica Gamble, single di 21 anni, che vive a Cincinnati in Ohio, filma la sua piccola di due anni. Mi chiedo come sia possibile essere così imbecilli a far fumare una bambina di soli 2 anni .






Jessica è stata arrestata mercoledì scorso con l'accusa di tre reati a suo carico, uno dei quali corruzione di un minore con stupefacenti, dalla Corte di giustizia della contea di Hamilton, nella città Springfield. Adesso la piccola vive con i suoi genitori adottivi, mentre la madre naturale dovrà scontare la sua pena in carcere, senza possibilità di cauzione.

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09 maggio, 2010

Ricercatori preoccupati per la probabile criminalizzazione della Salvia divinorum

ADUC - Droghe - Articolo - Ricercatori preoccupati per la probabile criminalizzazione della Salvia divinorum

Alcuni legislatori ritengono la Salvia divinorum una pianta pericolosa. Una dozzina di Paesi l'ha già vietata, compresi Australia e Belgio. In più parti degli Stati Uniti, chi vende questa pianta rischia multe e perfino la galera. Ma è ancora legale in Canada. In alcune città canadesi, alcuni negozi si spingono fino ad appendere un cartello in vetrina con scritto "Qui si vende salvia".



Anche se molti politici hanno adottato un approccio proibizionista, non ci sono dati scientifici sufficienti che dimostrino effetti a lungo termine sulla salute di chi ingerisce il principio attivo della pianta, il Salvinorin A. Alcuni ricercatori che studiano questa pianta - che potrebbe rivelarsi utile nel trattamento delle malattie mentali – temono che i divieti possano ostacolare irrimediabilmente i loro studi. Sostengono che la Salvia non sembra creare dipendenza. Né la polizia sembra troppo preoccupata.
"Health Canada (il sistema sanitario nazionale canadese, ndr) ha ricevuto un numero limitatissimo di segnalazioni relative alla Salvia divinorum da parte delle forze di polizia. Nessuna di queste descrive la Salvia divinorum come un pericolo per la salute e la sicurezza pubblica," spiega la portavoce dell'Health Canada, Gary Holub. In ogni caso, Health Canada sta raccogliendo informazioni sulla diffusione e le modalitò del consumo di questa pianta da parte dei canadesi. Da anni raccoglie dati e statistiche per stabilire se debba o meno essere regolamentata o proibita.
"Sono stati effettuati pochi studi scientifici sugli effetti fisici e psicotropi della Salvia divinorum. E' quindi difficile stabilire il rischio di dipendenza e di abuso associato ad essa ", scrive Holub. "Health Canada invita ad evitare l'uso di questa sostanza, perché si sa molto poco sui danni che può causare all'uomo dal punto di vista fisico e mentale".



In Messico la Salvia divinorum è stata usata per secoli dagli indiani Mazatechi e Oaxaca. Nei primi anni '60 dello scorso secolo, Gordon Wasson, un antropologo americano, è stato il primo scienziato a studiarla. Nei primi anni '80, un ricercatore messicano ne ha isolato il principio attivo. Solo negli anni '90 si è iniziato a estrarre il principio attivo per aggiungerlo alle foglie fresche di Salvia divinorum. Sono proprio queste foglie modificate che oggi vengono vendute, spesso su Internet, e consumate in sigarette o in pipe. Negli Stati Uniti, circa 1,8 milioni di persone l'ha provata, secondo il '2008 National Survey on Drug Use and Health'. Gli effetti, quasi istantanei se la sostanza è inalata, sono di breve durata e tutt'altro che lievi.
"E 'il più potente allucinogeno naturale", spiega il dottor Bryan Roth, direttore di progetto del 'National Institute of Mental Health Psychoactive Drugs Screening Program'. "In potenza è equiparabile all'LSD". Nel 2002, Roth ha scoperto che il Salvinorin A ha una struttura chimica che differisce da qualsiasi altro allucinogeno, naturale o sintetico (PNAS 2002; 99: 11934-9). Ha anche constatato che non attiva il recettore della serotonina responsabile del l'effetto psicotropante, meccanismo tipico invece di altri allucinogeni. Proprio per le sue proprietà uniche, il Salvinorin A potrebbe essere utile per curare malattie che alterano la percezione, come schizofrenia e disturbo bipolare.
"Ogni volta che scopriamo sostanze che alterano lo stato di coscienza, speriamo di poterle utilizzare per creare farmaci più efficaci contro le malattie mentali", spiega Roth, professore presso la University of North Carolina di Chapel Hill negli Stati Uniti.
Queste sue ricerche però potrebbero essere pesantemente ostacolate da un eventuale -e probabile- divieto, con la conseguente criminalizzazione della sostanza da parte della US Food and Drug Administration. Proprio come avvenuto per la cannabis, una delle sostanze più efficaci contro numerose patologie, ma usata raramente a causa di leggi proibizioniste. Tali leggi non hanno effetti solo sugli adolescenti che cercano di cavalcare un unicorno viola, ma anche sui laboratori di ricerca. L'eventuale divieto "renderà i nostri studi molto difficili", dice Roth. "Non impossibili, ma certamente ostacolerà la ricerca medico-scientifico".
Articolo tratto da CMAJ (rivista scientifica dell'Associazione canadese dei medici, Cma)

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28 gennaio, 2009

Droghe e sostanze stupefacenti . Anfetamine



Le anfetamine (o amfetamine) sono un gruppo di sostanze di sintesi ad azione stimolante sul sistema nervoso centrale: sopprimono il sonno, la stanchezza e l'appetito, incrementando la resistenza fisica e la capacità di concentrazione. Inoltre provocano stimolazione a livello respiratorio, aumento della pressione arteriosa, midriasi, broncodilatazione, ridotta urinazione.
L'azione anoressigena, che permette di usare queste molecole contro l'obesità, è legata alla stimolazione dei centri ipotalamici che regolano, tra le altre funzioni, proprio la fame e la sazietà.
Gli effetti delle anfetamine durano, in genere, diverse ore e spesso dipendono dal set (personalità e aspettative del consumatore) e dal setting (situazione e ambiente in cui si consumano).
Le anfetamine stimolanti provocano euforia, eccitazione (si è in grado di ballare tutta la notte e non accusare fatica), sensazione di potenza, facilità di parola, alterazione del ritmo sonno-veglia, aumento della concentrazione e delle prestazioni psico-fisiche. Le anfetamine allucinogene, prese a piccole dosi, hanno moderati effetti stimolanti accompagnati da leggera euforia, e, a dosi elevate, hanno effetti allucinogeni.
Negli anni '60 in Italia e in molti altri paesi le anfetamine erano vendute liberamente in farmacia ed erano molto usate da chi, per studio o per lavoro, aveva necessità di aumentare la capacità di concentrazione e la resistenza alla stanchezza. Oggi, con l'eccezione di alcuni farmaci contro l'obesità, non sono più usate in medicina, ma sono spacciate sul mercato illegale sotto forma di pasticche, capsule o polvere.
Normalmente l'assunzione di anfetamine avviene per via orale, ma in forma di polvere si possono fumare, sniffare o iniettare (in questo caso il rischio di overdose è maggiore). Le anfetamine sono anche usate come sostanze da taglio per preparare ecstasy o, unite all'LSD, sotto il nome di acidi.
Sono ben assorbite dal tratto gastrointestinale e dalla mucosa buccale, il tempo per raggiungere il picco della concentrazione plasmatica è tra 2 e 7 ore e, di conseguenza, la durata d'azione di una singola dose supera le 10 ore. Si accumulano in elevate concentrazioni al di là della barriera emato-encefalica e nel latte materno, sono estesamente metabolizzate dal fegato e escrete per via urinaria e la loro emivita di eliminazione può variare da 7 a 31 ore.
Le anfetamine sono tossiche per il sistema nervoso in virtù del loro meccanismo d'azione (provocano insonnia, tremori, euforia, cefalea, depressione, labilità emozionale, convulsioni, ansietà, irritabilità, sintomi psicotici) e, poiché hanno effetti tossici sul ritmo cardiaco e sulla pressione arteriosa, deve evitarne l'assunzione chi soffre di problemi cardiovascolari.

Tra gli altri effetti abbiamo sintomi extrapiramidali, ipotensione ortostatica, secchezza delle fauci, diarrea, perdita di peso, ipertiroidismo, disfunzione polmonare (legata ad un'inappropriata somministrazione in quanto i soggetti si iniettano in vena le tavolette sciolte in acqua che formano emboli nel polmone), aumento della temperatura corporea, anoressia, impotenza e riduzione della libido. Sono controindicate in gravidanza (eccetto che nel caso di narcolessia secondo un regime medico ben monitorato) e non vanno somministrate in associazione ad inibitori delle monoamino ossidasi, antidepressivi triciclici e altri farmaci antidepressivi, che causano un potenziamento degli effetti stimolanti a livello sia centrale che periferico.
L'uso di anfetamine ad alte dosi, specie se continuato, è in genere seguito da un periodo di "crollo psicofisico": quando l'effetto finisce sono amplificate le sensazioni lenite e ci si sente svuotati, spossati, irritabili, depressi.
La tentazione di allontanare da sé questi effetti negativi può spingere ad assumerne ancora, provocando dipendenza psicologica, e a ricercare una maggiore quantità di sostanza per provare nuovamente quelle stesse sensazioni di benessere psichico e fisico legate all'assunzione della droga. Ciò accade in quanto l'organismo ben presto incomincia a sviluppare tolleranza per gli effetti euforizzanti ed anoressizzanti. L'uso cronico di anfetamine può, inoltre, determinare un vero e proprio decadimento fisico (con affaticamento, umore disforico, insonnia), problemi relazionali, psicosi, comportamenti aggressivi e idee di suicidio.


Inoltre un altro rischio potenziale per coloro che si iniettano le amfetamine è l'avvelenamento acuto da piombo. Un metodo illegale, ma comune, nella produzione di questa droga è usare acetato di piombo come reagente chimico. Pertanto, errori nella produzione possono portare a metamfetamina inquinata con piombo e casi d'avvelenamento acuto con piombo in persone che s'iniettano la metamfetamina.

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17 dicembre, 2008

Droghe e sostanze stupefacenti . Cannabis: marijuana e hashish ( Parte 2 )

Da un punto di vista farmacologico, la cannabis è una delle sostanze più sicure: la sua tossicità è trascurabile e non sono documentati casi di morte causati dall'assunzione di dosi eccessive di THC.
La tossicità cronica è più difficile da valutare: il THC avrebbe effetti negativi sul sistema cardiovascolare (tachicardia, palpitazioni, ipotensione posturale), sul sistema immunitario e sulla memoria; inoltre, fumare marijuana o hashish, in misura maggiore del fumo di tabacco, porta nei polmoni sostanze cancerogene e monossido di carbonio derivanti dalla combustione, creando difficoltà nella respirazione e predisponendo il soggetto all'insorgenza di patologie infiammatorie e di cancro.



Un ulteriore fattore di pericolosità legato all'uso di questi, come di altri farmaci per uso voluttuario, è legato alle possibili adulterazioni di questa droga con altre sostanze tossiche, tra cui la fenciclidina e/o la contaminazione di origine fungina.
E' stata riscontrata la comparsa di atrofia cerebrale nei fumatori di THC come effetto a lungo termine, anche se sono necessari ulteriori studi per determinare se il fumo di marijuana può causare realmente questo evento.
La cannabis può provocare dipendenza psicologica nei consumatori abituali (con il consumo cronico, si ha bisogno di dosi sempre minori per ottenere gli stessi effetti), che possono reagire ad una sospensione dell'assunzione della droga con agitazione, ansia, insonnia, tremori, anoressia ed aumento dell'aggressività.
Diversi problemi sono legati agli effetti psicoattivi del THC, che possono essere pericolosi quando si guida o quando si devono compiere lavori che richiedono attenzione e prontezza di riflessi. L'assunzione contemporanea di altri farmaci ipnotici e sedativi può potenziare gli effetti di depressione sul sistema nervoso centrale.

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08 novembre, 2008

Droghe e sostanze stupefacenti . Cannabis: marijuana e hashish Che cosa sono ( parte 1 )

Marijuana ed hashish sono droghe estratte da diverse specie di Cannabis (c. sativa, c. indica), qualità di canapa ricche del principio attivo THC (delta-9-tetraidrocannabinolo).
La canapa indiana cresce nelle regioni temperate, ma, ad eccezione di alcuni paesi, la sua coltivazione è illegale.
Ciò che comunemente chiamiamo marijuana non è altro che un miscuglio di foglie e fiori di Cannabis essiccati e triturati.
E' chiamato hashish, invece, la resina pressata della pianta, che contiene una quantità di principi attivi superiore rispetto alla marijuana (3-5% di THC vs. 7-14% di THC nell'hashish).
Non si conosce ancora l'esatto meccanismo d'azione del THC, ma si pensa che hashish e marijuana interagiscano con recettori specifici localizzati nel sistema nervoso centrale, gli stessi ai quali si lega un neurotrasmettitore endogeno, l'anandamide, contenuto anche nel cioccolato.
I derivati della cannabis hanno effetti sedativi e rilassanti: a basse dosi possono dare sensazioni di leggera euforia, reattività, aumento dell'eccitabilità, leggerezza, aumento dell'appetito, cui segue una sensazione di benessere fisico e psichico. Ad alte dosi, invece, possono provocare forti alterazioni sensoriali e percettive, con sensazioni di isolamento, passività, demotivazione, ansia, tachicardia, nausea, attacchi di panico e paranoia e incidono negativamente sulla capacità di comprensione, di memoria e sui tempi di reazione. Gli effetti sono spesso determinati dall'umore del momento, dalla dose di sostanza assunta o dalla contemporanea assunzione di altre sostanze.



La cannabis, inoltre, possiede interessanti proprietà farmacologiche: abbassa la pressione intraoculare, combatte la nausea e il vomito nella chemioterapia, ha un'azione analgesica ed antispastica, stimola l'appetito e migliora l'umore. Recentemente è stato riscontrato che il THC è coinvolto nei meccanismi che regolano la sopravvivenza, la crescita e la morte cellulare e, quindi, se ne prospetta l'uso anche in campo antitumorale.
La marijuana e l'hashish si fumano (il secondo viene mescolato al tabacco). Ogni sigaretta rilascia un contenuto di THC variabile dall'1 all'1.5%; il THC si assorbe immediatamente e l'effetto si manifesta in pochi minuti.
Molto più lento è l'assorbimento per via orale e gli effetti - che dipendono dalla dose assorbita - sono più imprevedibili per intensità e durata - si manifestano dopo 30-40 minuti. La durata varia dalle 3 alle 5 ore circa. Si distribuisce molto bene nell'organismo ed è escreto prevalentemente per via urinaria.
Il THC penetra attraverso la barriera placentare: l'uso di cannabis in gravidanza è risultato associato a basso peso del neonato alla nascita, alterazioni nella crescita del feto e aumento della predisposizione alle malattie...

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21 settembre, 2008

Droghe e sostanze stupefacenti . Cocaina Effetti collaterali ed usi in terapia ( parte 3 )



...L'uso moderato ed occasionale di cocaina non provoca serie conseguenze, salvo controindicazioni legate a reazioni di ipersensibilità alla cocaina.
L'uso cronico e prolungato, invece, può creare seri problemi a livello di diversi organi od apparati: a livello del sistema cardiovascolare può provocare - in concomitanza di altri fattori di rischio (quali fumo di sigaretta, sedentarietà, soprappeso) - aritmie, infarto miocardio ed emorragie cerebrali; può causare l'aggravamento o determinare l'insorgenza di diversi disturbi psichiatrici (psicosi, disforia, attacchi di panico, delirio, allucinazioni, paranoia, iperattività e sensazione di grandiosità, tremori, tic, convulsioni, comportamenti aggressivi e violenti), che sono generalmente seguiti da profonda depressione del sistema nervoso centrale accompagnata da depressione respiratoria e circolatoria.
Possono anche verificarsi altre complicanze a livello periferico, quali nefrotossicità, aumento della temperatura corporea, perdita di peso, riniti, sinusiti, ulcerazioni nasali ed oro-faringee, broncospasmo, polmoniti, ipertensione polmonare, deterioramento dell'udito, del gusto e dell'olfatto, iperprolattinemia e disfunzioni sessuali, rash cutanei, mialgia e debolezza muscolare, rabdomiolisi.
L'uso di cocaina in gravidanza è causa di diverse anomalie nel feto, che vanno dal basso peso alla nascita ad anormalità a carico di diversi organi, fino alla morte improvvisa nella culla e all'aborto spontaneo.
In seguito all'uso intranasale, la morte può verificarsi anche a causa dell'assunzione di piccole dosi, mentre l'uso endovenoso può produrre morte improvvisa per tossicità cardiaca.
La cocaina di strada (ne esistono diversi nomi, come free-base, crack, rock, speedball, baseball, coke, snow, e Dama Bianca) spesso contiene impurità, tra cui amfetamine, eroina e altre sostanze che possono contribuire alla tossicità.


A prescindere da quello voluttuario, attualmente l'uso della cocaina è quasi interamente ristretto a procedure chirurgiche che riguardano l'anestesia del naso, gola, bocca ed orecchio; è usato in ambito pediatrico per la riparazione di piccole lacerazioni al viso e come unguento contro le emorroidi...

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29 luglio, 2008

Droghe e sostanze stupefacenti . Cocaina Che cos'è ( parte 2 )

Modalità d'assunzione .
Le vie di somministrazione sono strettamente correlate alla durata d'azione di una singola dose: locale (da 20 a 40 minuti), orale e nasale (da 30 a 60 minuti), endovenosa e inalatoria (20-30 minuti).
La cocaina è bene assorbita per via orale (la biodisponibilità della cocaina è del 30-40%); per via topica è rapidamente assorbita attraverso le superfici delle mucose; l'assorbimento intranasale può essere invece limitato dall'azione vasocostrittrice esercitata dalla stessa cocaina.





Si distribuisce molto bene nell'organismo passando attraverso la barriera emato-encefalica e la barriera placentare (la cocaina e i suoi metaboliti sono stati ritrovati nel latte materno e in campioni di urine dei neonati dopo l'uso di cocaina da parte della madre).
La cocaina è rapidamente ed estesamente metabolizzata dal sangue e dal fegato. L'emivita di eliminazione può variare, a seconda della via di somministrazione, da 48 a 75 minuti.
L'85-90% di una dose di cocaina la ritroviamo nelle urine (1-5% di farmaco immodificato e il resto costituito dai suoi metaboliti).
L'assunzione di cocaina per via nasale è quella più diffusa: i cristalli sono finemente tritati sino a formare una striscia e quindi inalati (sniffati) mediante una cannuccia. Una dose contiene, in media, circa 20-40 mg di cloridrato di cocaina, a seconda del grado di purezza.
Le foglie di coca, invece, sono tenute in bocca e succhiate a lungo, oppure vengono usate per preparare un infuso caldo (mate de coca).
Ancora un'altra forma di cocaina è quella fumata sotto forma di crack: sale cloridrato convertito in una forma più volatile, di solito aggiungendo bicarbonato di sodio o acqua; la sostanza viene accesa e se ne inala il fumo. L'inizio dell'effetto è più rapido e l'intensità dello "sballo" è maggiore...

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05 giugno, 2008

Droghe e sostanze stupefacenti . Cocaina Che cos'è



La cocaina è un alcaloide che si trova prevalentemente nelle foglie dell'arbusto di Erythroxylum Coca, una pianta coltivata da secoli in Perù e Bolivia e che ancora oggi rappresenta un elemento fondamentale della vita quotidiana di quelle popolazioni: le foglie di coca, una volta masticate, fungono da blando stimolante, alleviano la stanchezza e rendono meno faticoso il lavoro, combattono il mal di montagna, leniscono i morsi della fame e contengono vitamine, calcio, ferro, fosforo ed oligoelementi.
Nel mercato illecito, la cocaina si può trovare sotto forma di polvere bianca dal sapore amaro (in genere viene inalata o iniettata), cristalli, scaglie o tavolette (bianche o marronastre, si tratta della cocaina che in genere viene fumata).
Dopo la raffinazione chimica la cocaina (cloridrato di cocaina) viene quasi sempre tagliata e miscelata con altre sostanze.
Effetti farmacologici .
La cocaina agisce con svariati meccanismi d'azione che sono responsabili dei suoi molteplici effetti.
Agisce da anestetico locale ad alta efficacia e tossicità, in quanto esercita la sua azione a livello della membrana cellulare, rallentando sia la generazione che la conduzione dell'impulso nervoso.
La cocaina, inoltre, causa un potenziamento delle risposte eccitatorie ed inibitorie legate ad un aumento della concentrazione dei neurotrasmettitori simpatici (serotonina, dopamina, noradrenalina, adrenalina) a livello dei propri recettori; ciò causa a livello periferico tutta una serie di effetti che possono essere così riassunti: aumento della forza di contrazione e della frequenza cardiaca, aumento della pressione arteriosa, vasocostrizione, rilassamento della muscolatura liscia (bronchiale, uterina, intestinale, vescicale), contrazione a livello muscolare, iperglicemia, inibizione della sintesi di insulina, lipolisi, midriasi.



In ultimo, la cocaina è un potente stimolante del sistema nervoso centrale che può provocare euforia, agitazione, eccitazione, tremori, movimenti convulsivi che, al termine dell'effetto prodotto dall'assunzione della sostanza, lasciano il posto ad ansia, irritabilità, aggressività, depressione e ad altre sensazioni sgradevoli...

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06 marzo, 2008

Droghe e sostanze stupefacenti . Oppio e oppioidi parte 4

...L'eroina di strada è sempre una sostanza impura e mescolata a tagli potenzialmente tossici. La dose effettivamente assunta è imprevedibile. I rischi sono l'overdose e tutti quelli connessi alle iniezioni fatte senza rispettare le norme igieniche; al primo posto le infezioni (epatiti, endocarditi, AIDS) perché si usano strumenti non sterili, non ci si disinfetta la pelle o, peggio, si scambiano le siringhe. Il rischio di overdose per un soggetto non tollerante è molto elevato, dato che quello che si compra come eroina può avere concentrazioni variabili dall'1 all' 80% di sostanza attiva.



L'overdose consiste in un'assunzione eccessiva di oppiacei (soprattutto di eroina, che, agendo sui centri respiratori, può comportare coma e morte per asfissia a causa dell'eccessivo rilassamento muscolare): si manifesta con perdita di coscienza, difficoltà respiratoria, miosi (pupille "a punta di spillo"), colorito bluastro, sonnolenza, confusione e coma.
L'entità dell'overdose dipende dalla quantità assunta e dal grado di purezza. Un'overdose va curata immediatamente, possibilmente con il naloxone, un antagonista specifico degli oppioidi, e con un ricovero in ospedale. Il rischio aumenta dopo un periodo di sospensione dell'uso, poiché si è diventati meno tolleranti e si corrono pericoli anche con una dose che prima era abituale...

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04 gennaio, 2008

Droghe e sostanze stupefacenti . Oppio e oppioidi parte 3

...Gli oppioidi puri non sono tossici (anche se effetti collaterali frequenti sono nausea, vomito e stitichezza) . Non tutte le persone trovano piacevoli i loro effetti, soprattutto le prime volte, ma per alcuni l'effetto calmante, la sensazione di isolamento e di pace in un mondo ovattato - in cui scompaiono preoccupazioni, tensioni, paure, mentre i pensieri diventano leggeri e liberi, i desideri si annullano e ogni cosa è come dovrebbe essere - sono attraenti o addirittura irresistibili. Molti non vanno oltre qualche esperimento, molti continuano ad assumerli ogni tanto, ma alcuni diventano consumatori quotidiani, andando incontro a tolleranza e dipendenza.



L'uso continuativo, infatti, determina col tempo l'assuefazione dell'organismo alla sostanza, che comporta tolleranza e dipendenza fisica, accompagnata, in caso di sospensione dell'assunzione, da crisi di astinenza e da dipendenza psicologica: in pratica, invece di assumere l'eroina per stare bene o meglio, si è costretti ad assumerla per non stare male. La crisi di astinenza si presenta in genere dopo circa 8 ore dall'ultima assunzione ed è caratterizzata da ansia, sbadigli e sudorazione, lacrimazione, insonnia, crampi e dolori diffusi...

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16 novembre, 2007

Droghe e sostanze stupefacenti . Oppio e oppioidi parte 2



...L'eroina viene sniffata, fumata o iniettata (in muscolo o in vena); il suo l'effetto dura dalle 3 alle 6 ore. Se un oppiaceo è assunto insieme ad altre sostanze sedative (alcool, tranquillanti) si può avere un pericoloso potenziamento degli effetti; l'assunzione insieme a cocaina o anfetamine, invece, riduce la sedazione e aumenta l'euforia. L'eroina si presenta sotto forma di polvere granulosa bianca o marrone; di solito viene mescolata con varie sostanze (talco, mannite, gesso) ed è preparata in scarse condizioni igieniche, per cui può presentare problemi di contaminazione da parte di batteri o di altri microrganismi.
Il metadone è un altro agonista dei recettori per gli oppioidi che presenta tutta una serie di vantaggi: in parte è metabolizzato dal fegato, ma in altra parte viene immagazzinato e rilasciato lentamente nell'organismo, non richiedendo l'assunzione di dosi eccessive durante il giorno; si assume per via orale;



può essere somministrato in gravidanza (in questo modo riduce le ricadute ed aiuta a contenere le infezioni da HIV); produce una crisi di astinenza meno intensa e di minore durata rispetto a quella derivante da morfina o eroina.
E' l'unico analgesico approvato dagli enti americani per i programmi di disintossicazione per i soggetti che fanno uso di sostanza stupefacenti...

 





moniok

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