* Nome: Agostino
* Eta:31
* Citta:Montecatini Terme
* Non mi piace:Doppie facce
* Mi piace:Libertà
* Film:Horror
* Libro:La Favola di Cristo
* Colore:Nero
* Frase:Meglio primi all'inferno che secondi in paradiso
BLOG NEWS E M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P. CONDANNANO IL PAPA
CANNABIS : Morti ogni anno in Italia per consumo di tabacco: 90mila (dati del ministero della Salute)
Anni di carcere per cessione o vendita di tabacco: 0
Morti ogni anno in Italia per consumo di cannabis: 0 (dati del ministero della Salute e dell'Oms)
Anni di carcere per cessione o vendita di cannabis: da 6 a 20
NECROPOLIS - GULAG E LAGER.IT (Per non dimenticare )
Illinois, arrestato il governatore , mentre in Italia sono senatori
Blagojevich è accusato di avere praticamente messo in vendita il seggio al Senato a Washington lasciato libero da Obama – per legge in questi casi è il governatore che sceglie il successore – di avere stipulato contratti in cambio di fondi neri elettorali e di avere bloccato sussidi al Chicago Tribune, il quotidiano cittadino in bancarotta, per costringerlo prima a licenziare membri del Consiglio d’amministrazione a lui ostili.
In Italia invece se ne stanno comodi al senato : Vergogna , vergogna vergogna .
Regione di elezione: Sicilia Nato il 21 febbraio 1958 a Raffadali (Agrigento) Residente a Palermo Professione: Medico
Elezione: 13 aprile 2008 Proclamazione: 25 aprile 2008
Membro Gruppo UDC-SVP-Aut
Membro della 5ª Commissione permanente (Bilancio) Membro della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni)
Nel processo per le 'talpe' alla Direzione distrettuale antimafia, il presidente della Regione era imputato di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto e per questo i pm avevano chiesto otto anni di reclusione. La corte però, pur riconoscendo una condotta colpevole di favoreggiamento a favore degli altri imputati (alcuni dei quali condannati per associazione di tipo mafioso), non ha ritenuto dimostrata l'aggravante di aver favorito l'organizzazione criminale e quindi ha applicato una pena più bassa.
E' il film che i politici non vorranno vedere, che la Chiesa attacchera' e che fara' storcere il naso anche alle associazioni delle famiglie. I Vicere' di roberto Faenza, o L'impietosa autobiografia di uno Stato, come lo stesso regista avrebbe voluto chiamarlo, e' destinato a sollevare le polemiche dell'Italia al tempo di Grillo, che se mette in discussione la politica non e' pronta a fare altrettanto con i valori e le tradizioni di un paese che sembra non affrancarsi mai dai suoi schemi originali. Tratto dal romanzo del 1894 di Federico De Roberto, a lungo censurato dalla critica crociana e dal Vaticano, I Vicere' e' un film di oggi fatto con i dialoghi di allora: ''Si potrebbe pensare che si tratta di battute riadattate per renderle attuali - ha spiegato Faenza all'Ansa - invece non e' stata cambiata nemmeno una virgola del romanzo''. Frasi come ''Destra, sinistra, oggi non significano piu' niente'', non sono solo di morettina memoria (''I rossi, i neri, oggi sono tutti uguali'', Ecce Bombo), ma sembrano venire da una qualsiasi trasmissione televisiva o dall'amara disillusione dell'uomo della strada. Il film segue la trama del romanzo e racconta la storia della famiglia Uzeda, discendente dei Vicere' di Spagna, che si trova ad affrontare la fine della dominazione borbonica e la seguente Unita' d'Italia. Nobili e dominatori da sempre, gli Uzeda cercano di mantenere soldi e potere e, senza scrupoli di coscienza o fede negli ideali, si adattano alla nuova realta' accorti solo a non perdere il patrimonio di famiglia. Non c'e' affetto ne' onesta' nella tradizione degli Uzeda, bensi' sopraffazione, affarismo e trasformismo, e la sete di potere che si esercita fin dentro le mura di casa propria, come ha capito il padre padrone principe Giacomo (il siciliano Lando Buzzanca), che rivisita Massimo D'Azeglio con il nuovo motto ''Fatta l'Italia, dobbiamo farci gli affari nostri!''.
Oltre a Stato e famiglia, la critica di De Roberto e di Faenza non risparmia la Chiesa, che oggi, come allora, fara' fatica a mandare giu' le scene notturne nel monastero di Catania, dove i benedettini spegnevano la luce nei dormitori dei ragazzi per accenderle nelle stanze che ospitavano le loro donne. ''Non e' un film anticlericale - ha precisato il regista - cosi' come non e' una critica tout court contro lo stato ma vuole far riflettere su alcune cose che accadono anche oggi''. Con I Vicere', secondo Faenza, si capisce chi siamo, quali sono i nostri valori originali, e se non c'e' da stare allegri si puo' almeno trarre le dovute conclusioni per il bene del futuro: ''Non e' un film pessimista ma tutt'altro, perche' l'amara presa di coscienza e' il primo passo verso il cambiamento'', ha aggiunto. E se Faenza si dice convinto che il film non piacera' ai politici italiani, la sala di Bruxelles dove e' stato proiettato in anteprima mondiale, presenti anche diversi parlamentari europei, ha riservato un lungo applauso alla fotografia senza veli di un popolo, scattata due secoli fa e nemmeno ingiallita.
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