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09 maggio, 2008

Usi e abusi della cocaina, ieri ed oggi ( ultima parte )



...Sul finire del diciannovesimo secolo, l'opinione nei confronti della cocaina cambiò drasticamente poiché era ormai chiaro all'opinione pubblica che creava dipendenza. Il suo uso cominciò a essere descritto come un vizio.
Nel 1904 fu eliminata la cocaina dalla Coca-Cola. Il governo statunitense cercò di costringere la società a ribattezzare la bevanda ma, dopo un lungo contenzioso legale, il nome restò quello. Al museo di Atlanta della Coca-cola non si accenna al fatto che la bevanda deriva dalla famosa pianta peruviana ma è curioso sapere che è ancora aromatizzata con foglie di coca dalle quali è stata tolta la cocaina.
Negli ambienti alla moda, invece, si continuò a usarla per tutto il secolo, fino ad oggi, nonostante sia stata messa in ombra sul mercato nero da stimolanti sintetici come l'ecstasy, l'eroina, l'acido e le anfetamine. I figli dei fiori degli anni sessanta scelsero invece la marijuana e l'Lsd. Alla fine degli anni novanta e all'inizio del ventunesimo secolo, negli Stati Uniti la cocaina ha avuto un ritorno di fiamma e nel 2003 le vendite nelle strade hanno raggiunto i 35 miliardi di dollari. E non appena il mercato statunitense si è saturato, i mercanti di droga si sono rivolti all'Europa.


In questa epoca la cocaina si poteva comprare liberamente. Negli Stati Uniti, all'inizio del 1900, Sears & Roebuck vendevano un vino di coca peruviana che "corrobora e ristora il corpo e la mente, e può essere assunto in qualsiasi momento con perfetta sicurezza". La cocaina era ampiamente usata anche per curare il mal di denti e per produrre medicinali, uno dei quali - il rimedio per la febbre da fieno e il catarro - era costituito al 99,9 per cento da cocaina pura. A Londra, nel 1916, i magazzini Harrods vendevano un kit contenente cocaina, morfina, aghi e siringhe.

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28 marzo, 2008

Usi e abusi della cocaina, ieri ed oggi parte 2

...Poi scoprirono che senza quel prodotto miracoloso gli indigeni non riuscivano a lavorare nei campi e ad estrarre l'oro. Così, ai fini di una buona resa lavorativa la cocaina fu legalizzata e anche tassata e gli invasori cominciarono a tenere per sé un decimo dei raccolti. Le foglie erano distribuite ai contadini tre o quattro volte al giorno, durante le pause dal lavoro.



La chiesa cattolica cominciò addirittura a coltivarla.
Nel 1863, il chimico italiano Angelo Mariani produsse un tipo di vino chiamato Vin Mariani, trattato con foglie di coca.
Sperimentò il suo ricostituente da cui trasse risultati positivi. L'etanolo presente nel vino fungeva da solvente ed estraeva la cocaina dalle foglie, dando origine ad un composto chiamato cocaetilene, che rafforzava decisamente l'effetto di entrambe le droghe. Ogni oncia di Vin Mariani conteneva l’11% di volume alcolico e 6,5 milligrammi di cocaina. Probabilmente fu per questo che Leone XIII gli diede una medaglia e diverse fonti oggi confermano che sono stati molte le persone, compresi noti personaggi storici, ad aver apprezzato ed usato il Vin Mariani.
Oggi qualcuno reputa la Coca-cola il rimedio del proibizionismo americano: un farmacista di Atlanta, John Pemberton, quando il proibizionismo vietò l'uso dell'alcol dovette sostituire il vino con una speciale ricetta a base di sciroppo di zucchero. La chiamò Coca-Cola: la bevanda della temperanza, "che presentava le virtù della coca senza i vizi dell'alcol". Nella sua pubblicità Pemberton la definiva "una bevanda intellettuale" e "una delle bibite più gradevoli, rallegranti e rinvigorenti"...

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28 febbraio, 2008

Le dieci crisi umanitarie più ignorate , parte 2



...Entrando poi nel dettaglio delle dieci crisi umanitarie più ignorate, anche nei nostri TG queste hanno trovato poco spazio:

1 ora e 37 minuti al fenomeno AIDS in generale (di cui 1 solo minuto dedicato alla lotta all'AIDS in Africa);

1 ora e 24 minuti dedicati alla Somalia (di cui 2 soli minuti sono stati dedicati agli scontri e alle tensioni che affliggono la popolazione civile);

48 minuti dedicati alla crisi in Cecenia;

28 minuti alla situazione in Colombia;

21 minuti ad Haiti, ma solamente al sequestro lampo di una donna di origine italiana;

8 minuti alla guerra in Congo;

7 minuti alla situazione in Sud Sudan;

4 minuti alla guerra in Uganda;

0 minuti ai conflitti interreligiosi in India nord-orientale;

0 minuti alla situazione in Costa d'Avorio.


Pochissimo spazio è stato inoltre dedicato ad altre gravi crisi umanitarie:

poco più di un'ora alla tragedia del Darfur, dove due milioni di sfollati continuano a vivere in una condizione di estrema precarietà, sottoposte a violenze e tensioni permanenti;

sei minuti all'epidemia di malaria, che ogni anno provoca oltre un milione di morti;

due minuti alla situazione in Angola e a quella in Zimbabwe.

Una peculiarità italiana è rappresentata dal fatto che i nostri TG hanno anche ignorato crisi che, al contrario, grande risonanza hanno avuto a livello internazionale: è il caso della crisi nutrizionale in Niger, con oltre 60.000 bambini gravemente malnutriti assistiti da MSF, alla quale i nostri TG hanno dedicato solo 31 minuti.



E sebbene i nostri telegiornali abbiano dedicato quattro ore e mezzo al terremoto in Pakistan all'inizio di ottobre, queste appaiono esigue di fronte a un disastro che ha provocato oltre 73'000 morti e due milioni e mezzo di senzatetto; già dopo un paio di settimane la notizia era sparita dai nostri teleschermi, mentre i media di tutto il mondo ancora a dicembre seguivano con angoscia la sorte dei sopravvissuti che dovevano affrontare il terribile inverno privi di ripari...

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12 gennaio, 2008

Usi e abusi della cocaina, ieri ed oggi

Quanti sanno che nel diciannovesimo secolo vi era un papa nominato Leone XIII che non solo consumava la cocaina, ma ne pubblicizzava persino i suoi effetti? Fu addirittura ritratto in un manifesto mentre conferiva una medaglia d’oro al fabbricante di quella nuova sostanza usata come "tonico" che egli badava bene di portare sempre con sé.
Secondo i dati dell'International narcotics control board in Gran Bretagna vi è il maggior uso di cocaina del mondo. Circa il 6,8% degli adulti britannici ammette di averla provata, rispetto al 4,9% degli spagnoli, che occupano il Secondo posto. L'Italia si colloca al terzo posto. Oggi il 2% dei britannici - la stessa percentuale degli statunitensi - fa regolarmente uso di cocaina che ormai è diventata la droga più diffusa negli ambienti alla moda.



Naturalmente l'uso della cocaina ha origini molto arcaiche, risalendo sino agli Inca. Gli abitanti dell'area compresa tra Colombia, Perù e Bolivia, dove si producono tre quarti della cocaina del mondo, masticano foglie di cocaina da migliaia di anni. Un tempo la cocaina era riservata alla famiglia reale, ma, come dimostrano alcuni reperti archeologici, era ampiamente usata anche dalla popolazione per motivi mistici, religiosi, sociali e curativi. Non la masticavano solo per le sue proprietà stimolanti, che sembrano annullare la fatica e danno l'energia necessaria per affrontare le ripide salite nell'aria rarefatta di quella regione montuosa, ma anche per le sue qualità alimentari, poiché le sue foglie contengono vitamine e proteine. Poi arrivarono gli invasori spagnoli e la situazione cambiò. All'inizio gli invasori vietarono la cocaina reputandola una sostanza dagli effetti magici e negativi...

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16 dicembre, 2007

Le dieci crisi umanitarie più ignorate



La lista delle dieci crisi umanitarie più ignorate dalle TV è stata realizzata dalla sezione statunitense di Medici Senza Frontiere, che ha analizzato lo spazio dedicato dai telegiornali serali di tre importanti network alle crisi umanitarie nel corso del 2005. Da questa analisi è emerso che, se in generale poco spazio è stato dedicato alle crisi umanitarie dai telegiornali, dieci crisi sono state particolarmente ignorate, conquistandosi così un posto nella “Top ten delle Crisi Più Ignorate”. Si tratta del conflitto e dell'emergenza sanitaria in Repubblica Democratica del Congo; del conflitto in Cecenia; della violenza ad Haiti; dell'assenza di ricerca per combattere l'HIV / AIDS nei paesi poveri; degli scontri religiosi ed etnici nell'India Nord-Orientale; dell'emergenza umanitaria che continua in Sud Sudan anche dopo la cessazione ufficiale delle ostilità; della situazione di anarchia e conflitto che martoria la Somalia da oltre vent'anni; della guerriglia in Colombia; dell'insicurezza in Nord Uganda; della crisi in Costa d'Avorio.



La situazione nei TG italiani: diminuisce ancora l'attenzione dedicata alle crisi umanitarie .
Per quanto riguarda la situazione nel nostro paese, Medici Senza Frontiere ha presentato il secondo rapporto dell'Osservatorio Crisi Dimenticate: un'iniziativa in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, che ha effettuato un'analisi qualitativa e quantitativa dello spazio che le principali edizioni (pranzo / sera) dei TG nazionali di RAI, Mediaset e La7 hanno dedicato alle emergenze umanitarie nel corso del 2005...

 





moniok

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