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Anni di carcere per cessione o vendita di tabacco: 0
Morti ogni anno in Italia per consumo di cannabis: 0 (dati del ministero della Salute e dell'Oms)
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09 ottobre, 2010
19 settembre, 2010
Uccide il padre-pedofilo e dà alle fiamme il corpo
![]() L’anziano stava scontando una condanna a sei anni di arresti domiciliari in una casa di riposo per anziani della provincia di Taranto. Il 26 luglio scorso, ottenuta la libertà per l’avanzata età, il figlio imprenditore era andato a prelevarlo dall’ospizio e lo aveva portato in una casa di campagna nella disponibilità della famiglia dove avrebbe dovuto vivere da solo. Il risentimento che covava dentro, però, deve aver scatenato la lite conclusa con l’uccisione dell’anziano che avrebbe battuto violentemente la testa sul pavimento. È stato poi il figlio omicida a raccontare il seguito. Abbandonato il corpo senza vita nel casolare rurale, è tornato il giorno dopo con l’intento di far scomparire il cadavere. Ha messo così il corpo all’interno di un vecchio deposito per l’acqua fatto di cemento-amianto dandovi fuoco, che ha alimentato per dodici ore di seguito. Alla fine ha raccolto i pochi resti del padre in un recipiente gettandoli in un vicino campo. Ammiro con tutto il mio cuore il padre della bambina , io avrei ucciso anche la moglie che permetteva tutto ciò ( cavolo ma è tua figlia come si fa ad essere così crudeli ) . Questa è l'Italia dove i pedofili non stanno in carcere ma scontano la loro pena agli arresti domiciliari quindi , visto che la giustizia non esiste , è meglio farsela da soli , almeno il padre poule andare in carcere con la testa alta . Etichette: Pedofilia |
25 giugno, 2010
COMBATTO CONTRO LA PEDOFILIA E LA VIOLENZA ALLE DONNE
AMICI TRA POCHE ORE I PEDOFILI DI TUTTO IL MONDO INIZIERANNO A FESTEGGIARE IL LORO ORGOGLIO PEDOFILO ACCENDENDO DELLE CANDELE AZZURRE PER RIVENDICARE IL LORO DIRITTO AD AMARE I BAMBINI. ACCENDI ANCHE TU QUESTA CANDELA SUL TUO BLOG PER SPEGNERE CHI SPEGNE L'INNOCENZA![]() La nostra risposta all'orgoglio pedofilo! Il sostegno alle vittime dei predatori di bambini! | PEDOFILIA: blog L'Inferno degli Angeli ![]() Etichette: Pedofilia |
08 giugno, 2010
Pedofilia clericale - Documenti
Pedofilia clericale - Documenti Dal sito del Vaticano il documento che regole le azioni della Chiesa Cattolica sugli abusi sessuali La disposizione che deve essere applicata è il Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela del 30 aprile 2001 insieme al Codice di Diritto Canonico del 1983. La presente è una guida introduttiva che può essere d'aiuto a laici e non canonisti. A. Procedure preliminari La diocesi indaga su qualsiasi sospetto di abusi sessuali da parte di un religioso nei riguardi di un minore. Qualora il sospetto abbia verosimiglianza con la verità, il caso viene deferito alla CDF. Il vescovo locale trasmette ogni informazione necessaria alla CDF ed esprime la propria opinione sulle procedure da seguire e le misure da adottare a breve e a lungo termine. Va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte. Nella fase preliminare e fino a quando il caso sia concluso, il vescovo può imporre misure precauzionali per la salvaguardia della comunità, comprese le vittime. In realtà, al vescovo locale è sempre conferito il potere di tutelare i bambini limitando le attività di qualsiasi sacerdote nella sua diocesi. Questo rientra nella sua autorità ordinaria, che egli è sollecitato a esercitare in qualsiasi misura necessaria per garantire che i bambini non ricevano danno, e questo potere può essere esercitato a discrezione del vescovo prima, durante e dopo qualsiasi procedimento canonico. B. Procedure autorizzate dalla CDF La CDF studia il caso presentato dal vescovo locale e, dove necessario, richiede informazioni supplementari. La CDF ha a disposizione una serie di opzioni: 1. Processi penali La CDF può autorizzare il vescovo locale a condurre un processo penale giudiziario davanti a un Tribunale ecclesiale locale. Qualsiasi appello in casi simili dovrà essere eventualmente presentato a un tribunale della CDF. La CDF può autorizzare il vescovo locale a istruire un processo penale amministrativo davanti a un delegato del vescovo locale, assistito da due assessori. Il sacerdote accusato è chiamato a rispondere alle accuse e a esaminare le prove. L'accusato ha il diritto di presentare ricorso alla CDF contro un decreto che lo condanni a una pena canonica. La decisione dei cardinali membri della CDF è definitiva. Qualora il sacerdote venga giudicato colpevole, i due procedimenti - giudiziario e amministrativo penale - possono condannarlo a un certo numero di pene canoniche, la più seria delle quali è la dimissione dallo stato clericale. Anche la questione dei danni subiti può essere trattata direttamente durante queste procedure. 2. Casi riferiti direttamente dal Santo Padre In casi particolarmente gravi, in cui processi civili criminali abbiano ritenuto colpevole di abusi sessuali su minori un religioso, o in cui le prove siano schiaccianti, la CDF può scegliere di portare questo caso direttamente al Santo Padre con la richiesta che il Papa emetta un decreto di dimissione dallo stato clericale "ex officio". Non esiste ricorso canonico dopo un simile decreto papale. La CDF porta al Santo Padre anche richieste di sacerdoti accusati che, consapevoli dei crimini commessi, chiedano di essere dispensati dagli obblighi del sacerdozio e chiedano di tornare allo stato laicale. Il Santo Padre concede tale richiesta per il bene della Chiesa ("pro bono Ecclesiae"). 3. Misure disciplinari In quei casi in cui il sacerdote accusato abbia ammesso i propri crimini e abbia accettato di vivere una vita di preghiera e penitenza, la CDF autorizza il vescovo locale a emettere un decreto che proibisce o limita il ministero pubblico di tale sacerdote. Tali decreti sono imposti tramite un precetto penale che comprendono una pena canonica per la violazione delle condizioni del decreto, non esclusa la dimissione dallo stato clericale. Contro questi decreti è possibile il ricorso alla CDF . La decisione della CDF è definitiva. C. La revisione del Motu Proprio La CDF ha in corso una revisione di alcuni articoli del Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela, al fine di aggiornare il suddetto motu proprio del 2001 alla luce delle speciali facoltà riconosciute alla CDF dai Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Le modifiche proposte e sotto discussione non cambieranno le suddette procedure. Fonte: http://www.vatican.va/resources/resources_guide-CDF-procedures_it.html Etichette: chiesa apostolica romana, Pedofilia |
27 marzo, 2010
15 settembre, 2008 BLOG NEWS E M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P. CONDANNANO IL PAPA
18 febbraio, 2009
"Stop sexual tourism"
Quindi il minimo che posso fare sono 2 banner : copiate il codice ed inseritelo nel vostro sito oppure blog , nel 2009 non è più sopportabile questa usanza barbara .
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13 febbraio, 2009
Una giornata per gridare NO al turismo sessuale potrebbe unire la rete al di là dei colori politici?
![]() I dati forniti da studi specifici hanno prodotto stime agghiaccianti, forse addirittura da valutare per difetto: i minori sfruttati assommano in Brasile a 500.000, Thailandia 300.000, Filippine 100.000, Nepal 150.000, Cina 600.000, India 575.000, Repubblica Dominicana 30.000, Pakistan 40.000, Russia 50.000, Sri Lanka 30.000, Taiwan 60.000, Vietnam 40.000, Kenya 15.000, ma anche nel cuore dell'Unione Europea prende piede il fenomeno e ne è un paradigma la città bulgara di Sandansky, dove su 30.000 abitanti vi è una concentrazione di duemila baby prostitute. Nel 2009 non è più sopportabile questa usanza barbara, ed è per questo motivo, che prendendo spunto da un appello apparso il mese scorso, alcuni blogger si sono uniti ed hanno dato vita a questa giornata in cui è necessario urlare NO al turismo sessuale. Saamaya, Saturninox, Riciardengo, Lindayouandus hanno dato il loro pieno appoggio e nutrono la speranza di poter aggreagare ulteriori consensi ed adesioni, in maniera da postare il 18 febbraio, lungo l'intero arco della giornata, post e news specifiche sugli aggregatori di notizie, in particolare su Ok Notizie per dare al movimento maggior visibilità. ![]() E' possibile sperare che l'iniziativa incontri un favore tale da permettere il superamento delle barriere ideologiche, delle coloriture politiche ed unisca la blogosfera e gli utenti della rete, almeno per una giornata? Confido positivamente nella bontà dell'iniziativa e nell'intelligenza degli utenti affinchè non debbano sgorgare più lacrime sul volto di un bimbo, un passo in più verso l'umanità e la civilta, o solo anche per sollecitare leggi severissime in materia. Etichette: Arteggiando, Pedofilia, Turismo |
12 gennaio, 2009
LA PENOSA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA SPIRITUALE ( Parte 2 )
approccio ha avuto un sostanziale impatto sulla risposta al chierico e alla vittima. In linea con la teologia cattolica sulla penitenza e sulla misericordia, il chierico colpevole è incoraggiato a riflettere sulla sua azione peccaminosa, a ricercare il perdono di Dio non ripetendo l'atto in futuro. Le vittime sono incoraggiate a perdonare chi ha abusato di loro. Questa enfasi irrealistica non è sull'abuso e sul suo potere distruttivo sulle vittime, ma su un immaginario futuro in cui l'abuso sessuale non sia causa di imbarazzo per la chiesa istituzionale. L'errore di considerare l'abuso del clero solo in termini di peccato risiede nel fatto che in tal modo viene sottaciuta la valenza criminale dell'atto. Serve inoltre come distrazione dal criterio di responsabilità del soggetto, così come del sistema ecclesiastico che ha formato, legittimato e coperto l'abuso del chierico. Evitando di andare oltre la dimensione morale dell'abuso sessuale, la leadership ecclesiastica ha fallito nel comprendere gli effetti complessi e subdoli degli abusi sulle vittime. [5] Nel recente passato non è inusuale che uomini di chiesa abbiano chiesto alle vittime di "lasciare il passato alle spalle e andare avanti". Questo atteggiamento è irrealistico e ingenuo dal momento che prevede che un pedofilo compulsivo o un efebofilo "si penta e non lo faccia più". I vescovi cattolici in generale hanno una scarsa consapevolezza della natura di questa disfunzione sessuale e ancor meno degli effetti devastanti dell'abuso sulle vittime. Prima del 1984 sembra che nessun gruppo di vescovi abbia mai sponsorizzato una formazione sugli effetti di un abuso. Tra il 1985 e il 2002 si sono tenuti numerosi seminari e conferenze negli Stati Uniti sul problema degli abusi sessuali del clero. In molti di questi psichiatri e psicologi erano relatori, sebbene essi si limitassero a descrivere la patologia di chi abusava. Le discussioni ufficiali della chiesa sul benessere delle vittime sono state rarissime. Storicamente non esiste documentazione sufficiente sul modo con cui gli ufficiali ecclesiastici abbiano gestito le vittime, ammesso che l'abbiano fatto. Uno studio italiano che risale al XVI secolo descrive come un giovane adolescente, vittima di un chierico, fosse stato punito per aver intrapreso atti sessuali illeciti, ma la punizione fu minima poiché gli atti erano avvenuti contro la sua volontà. [6] La premessa era che tutte le attività sessuali al di fuori del matrimonio fossero gravemente peccaminose e ogni attività sessuale prevedesse una seppur minimo assenso volontario. Oltre a considerare gli effetti sulle vittime dal punto di vista morale non c'è documentazione sufficiente che evidenzi una preoccupazione per l'impatto emotivo e spirituale dell'abuso compiuto da un chierico. Questa mancanza di attenzione ai bisogni delle vittime si è protratta fino ai tempi nostri. Ad oggi non ci sono state iniziative sponsorizzate ufficialmente dalla chiesa cattolica, a partire dal Vaticano fino alle diocesi, che esplorino l'impatto dell'abuso sulle vittime e consentano di prevedere strumenti efficaci per assisterle e sostenerle. Etichette: Cattolicesimo, Pedofilia, www.ildialogo.org |
05 novembre, 2008
LA PENOSA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA SPIRITUALE ( Parte 1 )
da Catholica Australia Testo reperito da Patrizia Vita tradotto da Stefania Salomone. Su questa pagina oggi pubblico una sintesi di quello che potremmo definire il più duro commento mai pubblicato su Catholica. E' tratto da un discorso di Fr. Tom Doyle tenuto al raduno annuale di SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests) di Chicago lo scorso 13 luglio 2008. Lo scritto risulterà di particolare interesse per i lettori di Catholica Australia per due ragioni: primo, è una delle dissertazioni più esaustive che possiate mai trovare riguardo ai passi necessari per aiutare le vittime degli abusi. Cio' che Fr. Doyle rivela può rappresentare la fonte di riflessione per chiunque stia subendo gli effetti degli abusi così come per coloro che vorrebbero dare il loro supporto alle vittime. Secondo, la fondamentale discussione sulla natura del presbiterato e della chiesa che Doyle instaura, suggerisce una sana meditazione che si sposa bene con il tema che stiamo affrontando in questo periodo sullo stesso presbiterato. Mentre Doyle colloca questi temi nel contesto negativo degli eventi, se visti in luce positiva, essi possono certamente sviluppare una discussione su un presbiterato più efficace e più vicino alle esigenze del mondo di oggi. Il rapporto completo in .pdf si trova su questo link www.catholica.com.au/gc2/td/pdf/SurvivalOfTheSpirit_Doyle.pdf Dalla Prefazione Sono cattolico da tutta la vita. Fui ordinato prete nel 1970 e a quel tempo, come per molti anni a seguire, ho accettato senza discussioni la dottrina e la legge della chiesa cattolica sotto tutti i punti di vista. Appoggiavo in particolare i dettami sul papa i vescovi e i preti. Credevo che la chiesa fosse la necessaria risposta a un Dio che sapeva in ogni momento cosa facevo, che rispondeva alle mie preghiere, si preoccupava del comportamento umano ed era contrariato dal peccato e dai peccatori. Questo Dio suscitava amore e paura ed eravamo sicuri che comunicasse il suo volere attraverso dei mediatori speciali come i papi e i vescovi. Credevo anche che i paramenti, i rituali, le abitudini, le regole e le tradizioni avessero un ruolo essenziale nella comunità di Dio sulla terra. Credevo che i preti e i vescovi fossero realmente "diversi" e possedessero speciali poteri conferiti da Dio attraverso l'ordinazione. Credevo fermamente che questa fosse l'unica strada verso Dio e la sola vera chiesa. Non solo un trauma emotivo e psicologico, ma anche spirituale. Coloro che hanno subito abusi sessuali da parte del clero cattolico o da religiosi hanno vissuto un trauma spirituale oltre che emotivo e psicologico. L'impatto sull'anima è spesso nascosto e diviene più doloroso e persistente col passare del tempo. Molte vittime hanno rivelato che questo dolore spirituale è stato peggiore di quello sul piano emotivo. E' certo che l'abuso spirituale non si limiti alla vittima, ma a tutti coloro che vi sono coinvolti. Genitori, coniugi e fratelli sono ovviamente coinvolti, ma questo coinvolgimento si allarga a tutti quelli che sono affettivamente legati alle vittime. Il danno spirituale ha spesso riguardato anche gli avvocati, gli esperti, i rappresentanti dei media che in qualche modo hanno operato intorno agli abusi sessuali del clero. Ciò che hanno visto e sentito è stato un grande scossone al sistema religioso e spirituale. I miei commenti si basano sulla mia esperienza personale in ventiquattro anni di attività a contatto con le vittime degli abusi sessuali del clero. In questi anni ho incontrato i familiari delle vittime e ho raccolto il loro dolore che ha ferito la mia anima. Infine, ho illustrato la mia lunga esperienza nel recupero di una vita spirituale. Catholic Clergy Sexual Abuso: il contesto storico-sociale - un problema vecchio di secoli . L'abuso sessuale su minori o su soggetti vulnerabili perpetuato dal clero cattolico ha rappresentato un aspetto vergognoso della cultura clericale cattolica per secoli. Le rivelazioni iniziate negli Stati Uniti nel 1984 hanno assistito ad un crescendo fino agli articoli del Boston Globe del 2002, pur senza dipingere una realtà del tutto nuova. Piuttosto, quel che già esisteva sotto la superficie da secoli, è semplicemente venuto alla luce. L'aspetto più cupo del celibato obbligatorio è culminato nelle molestie sessuali sui minori, gli adolescenti, uomini e donne adulti. Il primo documento ufficiale al riguardo lo ritroviamo nei canoni del Sinodo di Elvira del IV secolo. Troviamo infatti il primo di una serie di normative disiplinari emesse dalla chiesa in risposta alle violazioni del celibato. Sebbene ci fosse ampia evidenza che i chierici erano coinvolti in relazioni sessuali con donne, ragazze o bambine, le norme si rivolgevano prevalentemente a coloro che facevano sesso con ragazzi maschi. Le autorità ecclesiastiche non hanno ignorato gli abusi sessuali nei secoli. Al contrario c'è stata una serie di editti, interventi e ammonizioni a partire dal IV secolo fino ad oggi. La legislazione ecclesiastica proibiva ogni contatto sessuale tra il clero e i minori e, in molti casi, prevedeva pene sostanziali e dure per i trasgressori. [1] Quando la legislazione della chiesa fu codificata per la prima volta nel 1917, fu inserito un canone che stabiliva che qualunque contatto sessuali tra un chierico e un minore di entrambi i sessi fosse da ritenersi un crimine. [2] Le pene prescritte includono le dimissioni o l'allontanamento, così come si usa dire. Lo scandalo dei nostri giorni si è focalizzato su due aspetti fondamentali dell'abuso sessuale del clero: gli atti sessuali deviati perpetuati da chierici con evidenti disfunzioni e la politica di copertura attuata dagli ufficiali ecclesiastici. Le critiche alla gerarchia per la sua disastrosa reazione sono molto dure. Esiste una chiara evidenza anche nei secoli passati dell'importanza del ruolo dei superiori che spesso sono stati complici dei preti accusati e quindi corresponsabili del crimine. Pietro Damiano accusò i superiori che facevano finta di non vedere [3] e due concili ecumenici, il Laterano IV (1215) e il Concilio di Basilea (1449) imposero pene ai superiori che si mostravanotolleranti verso i chierici che violavano la promessa di celibato [4]... Etichette: Cattolicesimo, Pedofilia, www.ildialogo.org |
15 settembre, 2008
BLOG NEWS E M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P. CONDANNANO IL PAPA
![]() Ratzinger. Il 25 novembre 1981 papa Giovanni Paolo II lo nominò prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'organo della Santa Sede che si occupa di vigilare sulla correttezza della dottrina cattolica, carica che manterrà fino all'elevazione al soglio pontificio. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE Lettera Ad exequendam. Inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e gerarchi interessati, circa i delitti più gravi riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001: AAS 93(2001), 785-788. La Lettera apostolica in forma di motu proprio di Giovanni Paolo II Sacramentorum sanctitatis tutela del 30.4.2001 (cf. nn. 575-580) rispondeva al preciso scopo di "definire più dettagliatamente sia ‘i delitti più gravi commessi contro la morale e nella celebrazione dei sacramenti’, per i quali la competenza rimane esclusiva della Congregazione per la dottrina della fede, sia anche le norme processuali speciali ‘per dichiarare o infliggere le sanzioni canoniche’". Le Norme sono contenute in questa successiva Lettera. Riguardo alla definizione dei "delitti più gravi", la principale novità riguarda la pedofilia, ovvero "il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età" (prima erano 16). Riguardo invece alle novità procedurali, i vescovi svolgeranno indagini preliminari e segnaleranno i casi alla Congregazione, la quale deciderà se lasciare la causa agli stessi ordinari o avocarla a sé: i procedimenti di questo genere, inoltre, sono soggetti al segreto pontificio. Negli Stati Uniti esiste un sito ,Database of Publicly Accused Priests in the United States, che ha raccolto tutti i dati sui preti pedofili statunitensi. Si tratta di un data base imponente, con oltre 2900 nomi divisi consultabili per nomi, diocesi di appartenenenza, stati di residenza. Solo poche diocesi sono risultate immune da casi di pedofilia con una media di una cinquantina di preti pedofili per diocesi, con punte di oltre trecento in stati come il Massachusset (Boston). Non pochi casi isolati, dunque, poche mele marce tolte le quali le altre si salvano. |
18 giugno, 2008
COLONIA DIGNIDAD ( parte 3 )
![]() ...Nel 2005, Gisela Seewald, una tedesca che si era unita a Colonia Dignidad nel 1963, confessò al giudice Jorge Zepeda di aver eseguito trattamenti psichiatrici su bambini, e questo perché Schafer sosteneva che si trattava di bimbi posseduti. Il quadro che emerge è dunque quello di una colonia atta a svolgere attività ed esperimenti di matrice fascista che sembrano proseguire quelli compiuti dal nazismo durante la dittatura Hitleriana. Aspetto che apparirebbe suffragato da una ulteriore accusa mossa contro Schafer, quella di essere coinvolto nella sparizione, avvenuta nel 1985, di Boris Weisfeiler, un professore di matematica Ebreo di origine Russa. Tra Giugno e Luglio del 2005, la polizia Cilena rinvenne due casse d'armi di cui la prima all'interno stesso della colonia, e costituita da fucili e pistole automatici, lanciarazzi a spalla, ed un considerevole numero di munizioni. Gli investigatori parlarono del più grande arsenale mai trovato in possesso di mani private di tutta la storia del Cile. La seconda, all'esterno di un ristorante condotto dalla colonia, e in cui furono rinvenuti lanciarazzi e granate. ![]() Attualmente, la colonia non ha smesso d'esistere, ma ha cambiato nome, ed i suoi nuovi leader assicurano che i vecchi tempi sono ormai alle spalle. Nell'Aprile del 2006, ex membri della colonia si sono prodotti in un atto di pubblica contrizione, chiedendo perdono per 40 anni di abusi sessuali e violazioni dei Diritti Umani. In una lettera a tutta pagina pubblicata dal quotidiano cileno El Mercurio, adducendo a scusante che sarebbero stati dominati, mente e corpo, dal carismatico ex leader Paul Schafer... Etichette: Cile, DINA, Germania, Luftwaffe, Pedofilia, TORTURE |
10 aprile, 2008
COLONIA DIGNIDAD ( parte 2 )
![]() This article is licensed under the GNU Free Documentation License. It uses material from the Wikipedia Italian, Spanish and English versions of the article "Colonia Dignidad". MOLESTIE SU MINORI. Paul Schafer, fondatore e leader della Colonia Dignidad, era un ex paramedico della Luftwaffe, il quale aveva lasciato la Germania nel 1961, dopo essere stato accusato di abusi sessuali su due bambini. La stessa accusa che verrà formalizzata, il 20 Maggio del 1997 (anno in cui la dittatura pinochettista era ormai giunta, da svariato tempo, a termine), da parte delle autorità Cilene, ma che questa volta riguarda molestie che Schafer avrebbe compiuto su ben 26 bambini della colonia. Nel Marzo 2005, Schafer viene arrestato in Argentina, ed estradato in Cile. Verrà condannato, assieme a 22 altri membri di Colonia Dignidad, giudicati colpevoli di averlo aiutato a perpetrare gli abusi. Tra questi, il dottor Hartmut Hopp, vicecomandante della colonia. TORTURE. Investigazioni condotte da Amnesty International e dalla Commissione per la verità e la riconciliazione hanno acclarato che Colonia Dignidad venne usata dalla DINA, la polizia segreta Cilena, come campo di concentramento per la detenzione e tortura di prigionieri politici durante la dittatura di Augusto Pinochet, soprattutto nel periodo che va dal 1973 and 1977. Il figlio di Manuel Contreras, il capo della DINA, ha dichiarato che suo padre e Pinochet visitarono Colonia Dignidad durante il 1974, e che suo padre e Schafer erano buoni amici. L'attuale leader di Villa Baviera (ex Colonia Dignidad), ha riconosciuto che nel periodo in cui il leader era Schafer nella colonia si svolgevano torture, aggiungendo che però ora le cose sarebbero totalmente diverse. ![]() Nel Marzo del 2005, l'ex agente della DINA Michael Townley, ha ammesso legami tra Colonia Dignidad e la DINA stessa, ed ha altresì parlato di abusi su detenuti legati a sperimentazioni di Guerra batteriologica, esperimenti avvenuti con l'aiuto di un Centro per la guerra batteriologica, di cui non avrebbe fornito l'ubicazione, e di un secondo centro consimile che avrebbe avuto sede in calle Naranja de lo Curro... Etichette: Cile, DINA, Germania, Luftwaffe, Pedofilia, TORTURE |
22 febbraio, 2008
BASTA , BASTA E BASTA VOGLIO UN DITTATORE
01 febbraio, 2008
COLONIA DIGNIDAD
![]() This article is licensed under the GNU Free Documentation License. It uses material from the Wikipedia Italian, Spanish and English versions of the article "Colonia Dignidad". Colonia Dignidad (che ha ora mutato il suo nome in Villa Baviera), è una comunità situata in un'area isolata della Provincia di Linares, nella Regione del Maule, nei pressi di Parral, nel Cile centrale. Fondata da un gruppo di immigrati Tedeschi capeggiati, a partire dal 1961, da Paul Schafer. Il nome per esteso della colonia era La Sociedad Benefactora y Educacional Dignidad, nome identico a quello di un precedente tentativo di metà anni '50. Colonia Dignidad, assieme a Villa Grimaldi, divenne in realtà uno dei più rilevanti centri di detenzione e tortura di quell'epoca, con collegamenti con la struttura di polizia segreta denominata DINA. ABUSI Alcuni ex residenti, successivamente fuggiti, hanno descritto la colonia come una comunità dispoticamente dominata dal suo leader, Paul Schafer, che avrebbe beneficiato di un vero e proprio culto della sua persona. ![]() Questi ex-residenti sostengono che a nessuno era permesso allontanarsi dalla colonia, oltre ad una stretta segregazione per genere. Televisori e telefoni erano proibiti. I residenti venivano messi al lavoro con indosso i tipici vestiti del folclore Bavarese, e cantavano canzoni tipiche del repertorio tradizionale Tedesco. Era pratica comune subire la somministrazione di potenti psicofarmaci. Ugualmente diffuse la violenza fisica e la tortura, e questo per obbedire al dettame di Schafer secondo il quale la disciplina rafforza la spiritualità... Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina. Etichette: Cile, DINA, Germania, Luftwaffe, Pedofilia, TORTURE |
03 febbraio, 2007
Scandalo dei preti pedofili
23 gennaio, 2007
Ennesimo sacerdote indagato: pedofilia in confessionale
19 gennaio, 2007
PEDOFILIA
![]() Pene poco severe contro i pedofili.Siccome non sono esseri umani,nemmeno animali,andrebbero puniti con l'ergastolo.Purtroppo internet è pieno di queste oscenità!Pene più dure per tutti. ![]() Pedofilia, si fotografa mentre abusa della nipotina: arrestato. VENEZIA (Reuters) - Un uomo che compiva atti sessuali sulla nipotina di 20 mesi, immortalando gli abusi con la propria macchina fotografica digitale, è stato arrestato oggi in flagranza di reato dalla polizia postale di Venezia. Ne dà notizia la polizia in una nota, precisando che altre due persone sono state arrestate con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico. I tre arresti sono scattati nel corso di perquisizioni tra Milano e Lucca. Altri quattro indagati sono stati perquisiti ma non sono finiti in manette. Nei blitz sono stati sequestrati decine di computer e materiale pornografico minorile contenuto in migliaia di dischetti, videocassette, telefonini e Cd. Etichette: Pedofilia |










































