* Nome: Agostino
* Eta:31
* Citta:Montecatini Terme
* Non mi piace:Doppie facce
* Mi piace:Libertà
* Film:Horror
* Libro:La Favola di Cristo
* Colore:Nero
* Frase:Meglio primi all'inferno che secondi in paradiso
BLOG NEWS E M.A.V.A.F.F.A.N.C.U.L.P. CONDANNANO IL PAPA
CANNABIS : Morti ogni anno in Italia per consumo di tabacco: 90mila (dati del ministero della Salute)
Anni di carcere per cessione o vendita di tabacco: 0
Morti ogni anno in Italia per consumo di cannabis: 0 (dati del ministero della Salute e dell'Oms)
Anni di carcere per cessione o vendita di cannabis: da 6 a 20
NECROPOLIS - GULAG E LAGER.IT (Per non dimenticare )
...È per questo che nell'immaginario popolare “marocchino” divenne sinonimo - e lo è rimasto ancora oggi - di ferocia bestiale e di violentatore recidivo e abituale. Dopo la “liberazione” di Roma, le truppe coloniali francesi, marocchini, algerini e senegalesi, si sarebbero macchiate di atrocità e violenze sessuali anche in Toscana, nel Senese e all'isola d'Elba. Dopo la caduta di Montecassino, su precisa autorizzazione del comando francese, ebbero a disposizione le donne d'ogni età dei villaggi italiani conquistati. Una indagine ministeriale posteriore accertò che le donne violentate raggiungevano complessivamente la cifra di 60.000. La magistratura militare francese avviò 160 procedimenti giudiziari che riguardavano 360 individui. Il tribunale francese emise alcune condanne a morte e ai lavori forzati. Una quindicina di marocchini erano stati colti sul fatto e fucilati sul posto. In complesso, lo stato francese fu reticente e non riconobbe la vastità dei casi denunciati dagli italiani. Nelle piazze dei paesi ciociari, ad Ausonia e Esperia, sorgono le lapidi che ricordano le vittime della violenza selvaggia dei “marocchi”, come li chiamano da quelle parti. Ma nessuno ama parlarne. I testimoni, e insieme le vittime di quella tragedia, sono morti da tempo. Da quelle violenze non nacquero figli.
I marocchini erano affetti da gravi malattie veneree che trasmisero alle donne e alle bambine violentate. Malattie che provocarono interruzioni e aborti spontanei nella maggioranza dei casi. Solo pochi bambini meticci sopravvissero e le madri li allevarono amorevolmente rinunciando a sposarsi. Ma parecchie donne, specie le più giovani, non ressero alla vergogna e abbandonarono il paese per trasferirsi in città dove sarebbe stato più facile dimenticare e farsi dimenticare...
...Il volto oscuro e sconosciuto dei «liberatori» è stato rivelato da documenti e testimonianze drammatiche conservati negli archivi dei tribunali militari americani. Tra il 1942 e il 1945, circa 17.000 donne di tutte le età, inglesi, francesi e tedesche, furono stuprate da soldati americani. Cause, modalità e conseguenze di questo agghiacciante fenomeno sono analizzate con rigore storico e descritte con un linguaggio contenuto e privo di sensazionalismi. La rilettura attenta degli atti dei processi e la voce dei testimoni permettono di ricostruire la verità storica dello «stupro di guerra», vietato dalla Convenzione di Ginevra nel 1949 e riconosciuto come crimine di guerra solo nel 1996. Il libro di Lily colma un vuoto storico, affiancando agli stupri di massa commessi dall’Armata Rossa ai danni delle popolazioni civili della Germania Orientale (circa 2.000.000 di donne tra i 12 ed i 60 anni) le brutalità commesse dagli americani di Eisenhower. In Germania gli stupri furono 11.000, in Francia 3.620 ed in Gran Bretagna 2.420, senza contare quelli non denunciati. La furia bestiale che si abbattè sulle campagne e sui villaggi italiani, specie al Sud, dopo lo sbarco alleato ad Anzio e l'avanzata su Roma nella primavera del 1944, è ancora in parte sconosciuta, salvo che alle 60.000 donne, adolescenti e bambine, che ne furono le vittime. Il generale Juin, al termine della battaglia di Cassino, diede ai suoi “goumiers” (da “goum”, reparto militare marocchino arruolato nel medesimo villaggio e clan) carta bianca per due giorni, come premio della vittoria che implicava il diritto di vita e di morte sulle popolazioni civili, il furto dei loro beni e la violenza sulle donne.
D'altronde, era stato proprio questo l'incentivo che aveva convinto i marocchini a combattere per i francesi, andando all'assalto delle posizioni nemiche alla testa dei reparti alleati. Così, per due giorni e due notti, razziarono, violentarono, uccisero. Stuprarono donne e bambine, dagli otto agli ottant’anni, obbligando padri e mariti ad assistervi. Le violenze sessuali dei marocchini erano una specie di “promozione” che li elevava al rango di “dominatori”, di padroni assoluti della vita degli sconfitti, privati della loro dignità più intima, una testimonianza elementare di “possesso” che li ripagava dalla condizione di paria colonizzati dai bianchi. I francesi lasciavano fare dicendo che era impossibile governare i marocchini. Si finì per chiamare “marocchini” tutti i soldati africani che stupravano le donne e quel marchio d'infamia restò loro appiccato per sempre.
...Un rapporto ONU dello scorso ottobre, dedicato alla violenza contro le donne, stima che durante il genocidio del Ruanda del 1994 siano state violentate tra le 250.000 e le 500.000 donne, mentre in Bosnia tra le 20.000 e le 50.000. Per le milizie è un modo di umiliare il nemico, impedire che si riproduca - nel caso le donne vengano anche ammazzate - o (in Africa) diffondere il virus dell'AIDS. “Le violenze sessuali sono sempre meno una conseguenza della guerra e sempre più un'arma utilizzata a fini di terrore politico, di sradicamento di un gruppo, di un disegno di genocidio e di una volontà di epurazione etnica” (dall'introduzione a “Stupri di Guerra” di Karima Guenivet). Karima Guenivet, una giornalista algerina esperta di diritto umanitario, ha ricostruito in maniera approfondita la storia di quel che è accaduto in tre regioni devastate dalla brutalità della violenza: l'Algeria, il Rwanda, la Bosnia. In particolare, Karima documenta la violenza contro le donne da parte dei militari, definendo lo stupro di guerra come un vero e proprio crimine contro l'umanità. «Come altri soldati di altri eserciti, anche gli americani si sono resi responsabili di stupri durante la Seconda Guerra Mondiale.
Le donne inglesi e francesi erano alleate, quelle tedesche nemiche, ma tutte sono rimaste vittime, a migliaia, di quella esasperata violenza sessuale che è lo stupro». Anche J. Robert Lilly, professore di sociologia e di criminologia alla Northern Kentucky University negli Stati Uniti e professore associato di sociologia e politica sociale all'Università di Durham in Gran Bretagna, si è occupato della questione pubblicando il saggio “Stupri di Guerra. Le violenze commesse dai soldati americani in Gran Bretagna, Francia e Germania” (Mursia Editore)...
A settembre, la rivista medica britannica “The Lancet” pubblica un rapporto sconvolgente in cui si dice che durante il colpo di stato ad Haiti, guidato dagli USA dopo la destituzione nel 2004 del presidente democraticamente eletto Jean Bertrand Aristide, 8.000 persone sono state uccise e 35.000 donne e ragazze violentate. Tra i responsabili di queste azioni compaiono la polizia haitiana, bande, e “peacekeeper” ONU . A fine novembre, la BBC manda in onda dei reportage di denuncia su nuovi episodi di violenza sessuale e abusi in Liberia e ad Haiti da parte di forze ONU. Le accuse chiamano in causa alcuni militari della MINUSTAH (United Nations Stabilization Mission in Haiti), impiegati in missione di “peace-keeping” nel piccolo stato caraibico. L'inchiesta della BBC è partita all'interno di un programma che si occupa di giovani sotto i 18 anni, “Generation Next”, in cui il conduttore, Mike Williams, ha intervistato alcune ragazzine ad Haiti: una ragazza di sedici anni ha riferito di essere stata rapita e violentata, all'interno di una base navale delle Nazioni Unite, da un militare brasiliano, quando aveva quattordici anni. I genitori della giovane hanno denunciato il fatto alle autorità dell'ONU presenti sul territorio, ma, nonostante le evidenti prove mediche, il soldato in questione è stato rimpatriato senza alcun provvedimento. Un'altra bambina ha affermato di essere stata stuprata da un peacekeeper a soli undici anni, e altri militari sono stati accusati di usufruire della prostituzione locale (anche minorile).
Nel Burundi, dove l'ONU è presente con 5.188 caschi blu, diversi soldati sono stati coinvolti in crimini legati alla prostituzione. Secondo Charles Mukasi, da sempre contrario all'arrivo del convoglio ONU in Burundi, «il fatto più grave non è tanto che questi soldati siano implicati in scandali sessuali, ma che siano venuti qui per proteggere la popolazione dal genocidio e da altri crimini contro l'umanità». Dal 2004 ad oggi, l'ONU ha messo sotto inchiesta, ben 319 “operatori di pace” delle Nazioni Unite, accusati di abusi sessuali verso le popolazioni che avrebbero dovuto proteggere: nel complesso, sono stati presi provvedimenti disciplinari (tra cui licenziamenti e rimpatri forzati) contro 179 soldati, poliziotti e civili...
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.....Non vengono risparmiati gli stessi statunitensi. Tutto in nome del profitto, del potere. Questi sono solo numeri, ma dietro questi numeri ci sono milioni di uomini, che hanno avuto la sfortuna di veder cambiato il proprio destino da una ristretta elite di politici, banchieri, militari e affaristi senza scrupoli. Costoro vedono in ogni uomo solo una pedina di scambio: consumatori, lavoratori, pedoni di una grande scacchiera. Per noi, invece, l?uomo ha in sé tante caratteristiche che convivono alla perfezione: da quella economica, a quella politica, a quella guerriera a quella religiosa. Ma forse questo è troppo anche per loro.
Interventi USA nel mondo: bombardamenti :
Cina 1945-6,Corea 1950-3 (Guerra di Corea),Guatemala 1954,Indonesia 1958,Cuba 1959-61,Guatemala 1960,Vietnam 1961-73,Congo 1964,Laos 1964-73,Perù 1965,Cambogia 1969-70,Guatemala 1967-69,Grenada 1983,Libano 1983-84,Libia 1986,El Salvador anni 80,Nicaragua anni 80, Iran 1987,Panama 1989,Iraq 1991-2002,Kuwait 1991,Somalia 1993,Bosnia 1994-5,Sudan 1998,Afghanistan 1998,Jugoslavia 1999,Afghanistan 2001-200?,Iraq 2003-200?,Somalia 2007
Le critiche. Dopo le lamentele dei veterani sui bassi salari dei soldati, le rimostranze dei militari sulla ferma prolungata in Iraq e le critiche subite dal segretario alla Difesa Donald Rumsfeld riguardo le precarie condizioni di sicurezza delle truppe sul campo, la questione dei pasti a pagamento rischia di aprire un altro filone di scontento tra le fila dell’esercito. “E’ un esempio di un più largo problema relativo al costo totale della guerra – sostiene Steve Robinson, direttore del National Gulf War Resource Center –. Sui programmi per i veterani non si dovrebbe risparmiare. L’amministrazione non ha problemi a spendere sui mezzi per fare la guerra, non vedo perché non possa applicare lo stesso metodo alla cura dei soldati”.
Il veterano. “E’ ridicolo eliminare i pasti gratuiti dagli ospedali – dice al telefono Wilson Powell, un veterano che ha combattuto in Corea e ora dirige l’associazione Veterans for Peace –. Anche questo dimostra come l’attuale amministrazione manchi di rispetto verso le truppe dopo che le ha usate per bene. Sono degli ipocriti. Parlano tanto quando mandano i soldati a morire, poi quando ritornano a casa non si preoccupano più di loro”.
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti ? coadiuvati o meno dai propri alleati ? si sono messi immediatamente all?opera per la creazione di un ?mondo nuovo?, un nuovo sistema di stati, di potenze e di rapporti internazionali che garantisse la propria supremazia. Nacque così un progetto ? ispirato a quello dell?ormai estinto nemico nazionalsocialista forse? ? teso al raggiungimento di tale obiettivo.
Nonostante la presenza del rivale sovietico, la piovra a stelle e strisce non si è mai fermata e, dal 1989 in poi, ha allungato ancor più i suoi tentacoli. Molti dei piani statunitensi sono andati in porto, basti pensare al mondo economico, militare ed energetico, ove attualmente incontriamo sempre la presenza egemone nordamericana. Non basterebbe un?intera enciclopedia per riassumere le tappe di questa progressiva conquista ed espansione. Quello su cui voglio far soffermare l?attenzione del lettore, sono i modi in cui alcuni di questi processi si sono potuti realizzare.
Modi disumani, violenti, repressivi, ingerenti. I dati che seguono fanno ormai parte della storia: sarebbe assurdo negarli e solo pochi sciocchi o ciechi , magari volutamente , si ostinano a volerli mistificare. Voglio riportare riportare solo cifre sicure (omettendo gli eventi di questi ultimi anni che, purtroppo, sono in continua evoluzione), nella speranza che l'elenco non debba essere aggiornato. Queste cifre, questi eventi, non hanno colori politici. Sono semplicemente numeri, che documentano gli interventi degli USA nella politica nazionale, il sovvertimento di regolari elezioni, la pianificazione di colpi di stato, lo scatenamento di guerre e la fomentazione di odi intestini....
Non solo feriti lievi. Anche se l’esercito non rivela il numero dei militari coinvolti, la nuova politica riguarderà molto probabilmente almeno i 600 soldati che l’esercito definisce “in custodia medica”: cioè gli outpatient che hanno bisogno di cure molto lunghe, e che spesso se non sono ricoverati è solo perché l’ospedale ha esaurito i letti. Alcuni di loro sono addirittura fatti accomodare in alberghi vicini, la maggior parte ha la famiglia a migliaia di chilometri di distanza. E anche se outpatient, molti hanno ferite serie: amputazioni, gravi suture alla testa, choc dopo gli attacchi subiti dal nemico.
Centinaia di soldati Usa feriti non possono più mangiare gratis all'ospedale
Hanno combattuto in Iraq e in Afghanistan, sono rimasti feriti anche in modo grave e ora devono pensare a cosa sarà della loro vita, da affrontare chi con un arto amputato, chi con un intestino ricostruito dai chirurghi. Ma dall’inizio di gennaio centinaia di soldati statunitensi in cura al Walter Reed Army Medical Center di Washington, dove confluiscono i militari Usa feriti in guerra, hanno una preoccupazione in più: dovranno pagare di tasca loro i pasti nella mensa dell’ospedale.
Risentimento. Oltre al denaro speso per cibo che fino a poche settimane fa era gratis, è la sensazione di essere beffati che fa infuriare molti militari. “Penso che sia uno schifo – ha detto al quotidiano online Salon un soldato che si è rotto il collo in Iraq cadendo da un tetto –. Ci mandano laggiù, dove ci sparano addosso e ci feriscono, e poi ci sentiamo dire: mangiate a spese vostre. Siamo tutti eroi, come no!”. I tagli. L’esercito Usa difende le nuove misure sostenendo che queste si applicano solo ad alcuni outpatient, i pazienti “esterni” che ricorrono al day-hospital per le cure di cui hanno bisogno. “Mi hanno assicurato che nessun inpatient (i ricoverati, nda) deve pagarsi i pasti”, dice il portavoce del Walter Reed, Don Vandrey. Ed è vero che i soldati arruolati ricevono già un bonus di 267 dollari al mese per i pasti: molti militari consideravano quella somma come un aiuto in più per le famiglie mentre loro erano al fronte. Fino al 3 gennaio, tutti i pazienti del Walter Reed – outpatient compresi – ricevevano il bonus e potevano anche mangiare gratis all’ospedale. Ora però gli outpatient in cura da più di tre mesi non possono più farlo, e non si parla solo di qualche soldato.
Non solo ci vogliono far vivere nel terrore , dopo l'undici settembre,ma fanno quello che gli pare in tutto il mondo con la scusa dial Qaeda (quando proprio al Qaeda è stata creata dagli USA ) . Almeno venti persone sono rimaste uccise nel bombardamento aereo compiuto oggi dalle forze statunitensi nel sud della Somalia. Lo ha riferito un capo tribu' locale. Dopo il raid aereo di ieri, gli Stati Uniti sono tornati ad attaccare presunte postazioni di terroristi di al Qaeda.
"Ci sono molti cadaveri e animali morti nel villaggio", ha detto la fonte a Reuters per telefono dal posto confine di Liboi, tra Kenya e Somalia, parlando di 27 morti.
Un portavoce del Pentagono ha confermato un raid aereo domenica contro i capi di al Qaeda nell'Africa orientale, senza voler commentare l'esito del bombardamento. Un funzionario Usa ha suggerito che il raid aereo avvenuto oggi non sia stato compiuto dalle forze americane.